mercoledì 1 febbraio 2012

Manuale di sopravvivenza

Ci sono tanti modi di stare con le persone, tanti comportamenti.
Purtroppo, possiamo sceglierci gli amici ma non la famiglia di origine e tantomeno i colleghi: eppure occupano una parte importante del nostro tempo e, di conseguenza, della nostra vita.
Perché dobbiamo essere costretti a “vivere” solo nelle poche ore che stiamo con chi ci piace davvero?
Lo so, pretendo troppo.
Già di questi tempi avere un lavoro è roba da baciare per terra per tutto il cammino di devozione verso Santiago de Compostela, figuriamoci avere anche il controllo sui colleghi! Roba da fantascienza!
Dunque, io non sono messa malissimo, diciamo che da me ci sono persone con cui, a mio personalissimo avviso,  è proprio bello confrontarsi.
Per il resto… bisogna sopravvivere, barcamenarsi tra personaggi vari che non voglio fare entrare nella mia sfera personale, persone che non mi hanno fatto nulla di male ma con le quali non saprei cosa condividere. Non è un giudizio di valore, è solo una predilezione per  alcuni rispetto ad altri..
Non amo l’ipocrisia, non riesco a gestire sorrisi di circostanza e rapporti di convenienza. Proprio non ce la faccio, non fa parte di me.
Però in ufficio non si può prescindere dal convivere con chi lavora con te, allora bisogna preservare la propria sanità mentale e la propria integrità morale.
Io di me parlo davvero poco, e solo con poche persone. Per il resto sono una di quelle palle da discoteca anni ’80, quelle “tuttetempestatedispecchi” che riflettono  le luci colorate sulla pista. Tamarra ma efficace!

1.      Atteggiamento “dark/punk/psycho”: vestire di nero mi aiuta, c’ho pure il piercing al naso ed il capello rosso riccio allo stato brado che ricorda tanto un’Erinni.. è un attimo aggirarmi con il volto rabbuiato del tipo “sono qui da 5 minuti e già vi odio! Quindi non chiedetemi niente che non sia attinente al lavoro perché il resto sono cazzi miei!”.
Attenzione: funziona fino a quando non si sparge la voce che in realtà non avete mai ucciso nessuno e che aiutate le vecchiette ad attraversare la strada.

2.      Atteggiamento “cosa nostra è”:  simile al dark/punk/psycho, funziona meglio con quelli che, sotto sotto, pensano che ci sia un po’ di mafia in ogni meridionale. Staranno bene attenti a non urtare la vostra sensibilità con conversazioni inutili. Consiste essenzialmente nel fissare dritto negli occhi il molestatore già mentre si avvicina; se è proprio un temerario, occorrerà rispondere a monosillabi: per il “no” provate qualcosa tipo uno “nzz” schioccato dal palato mentre la testa si muove strafottentemente all’insù; per un “si”, che deve risultare un atto di grande magnanimità e  concessione, non emettete suoni ma limitatevi a chiudere lentamente gli occhi mentre la testa si muove all’ingiù 1 sola volta, con fatica, come se il vostro assenso piovesse dal cielo.
Attenzione: non funziona se poi continuate a pronunciare i nomi propri di persona lasciandoli precedere dall’articolo ( Il Calogero non sarà mai e poi mai siciliano.. ) e le vocali come la rana dalla bocca larga!

3.      Atteggiamento “le tre scimmiette”: non vedo non sento non parlo. È una buona strategia, a patto di non avere di fronte un solipsista logorroico che non si cura del vostro atteggiamento autistico. . anzi: un tipo così tenderà a molestarvi ripetutamente perché il vostro silenzio non interrompe il flusso delle sue esternazioni. Funziona invece benissimo con quelli della categoria “pizzi e merletti” perché cercano l’approvazione del popolo, quindi se non date loro l’attenzione che pretendono dopo un po’ vi lasceranno stare.
Attenzione: non funziona con egocentrici, depressi cronici, personaggi in cerca di autore che potrebbero scambiare il vostro silenzio per incommensurabile interesse anziché resistenza passiva.

4.      Atteggiamento “parlo parlo parlo da capogiro!” : è l’ultima spiaggia! Se niente più funziona e vi trovate circondati dal nemico aprite la bocca e …parlate! Parlate di tutto a perdifiato, dalla metafisica dello stuzzicadenti al colore delle feci del vostro criceto: basta che parliate a vuoto! È un modo perfetto per contrastare sia i logorroici che quelli che si sentono “tre metri sopra il cielo”: i primi, non avendo spazio per esprimersi, vi eviteranno; i secondi resteranno talmente scioccati dalla vostra inutilità che scapperanno verso lidi più eleganti! Ovviamente, reciterete a canovaccio: ovvero, parlate di cose stupide sempre ma adattate l’argomento a chi vi sta di fronte. Esempi: se avete di fronte un superstizioso parlate di disgrazie, se invece il vostro nemico è un filosofo incompreso parlate di qualcosa di davvero trash, chennesò.. Maria De Filippi. L’unico neo di questo atteggiamento è che sfinisce anche voi, dovete forzare la vostra vera natura fino allo spasmo, supplire alla mancanza di una reale conoscenza del trash con una fervida fantasia. Se proprio non ce la fate tenetevi bassi e datevi all’Amarcord: un po’ di rimembranze adolescenziali rinfrescheranno la vostra memoria e ammorberanno l’avversario! Oppure tempestatelo di domande, Va bene anche un “che ti sei mangiato ieri sera? Ah buoooooooona la paste e fagioliiii!Ma c’hai messo l’aglioooo??Ahhhhhhhh l’aglio è la morte suaaaa!E che tipo di pasta hai usatooo?Aaaaaaaaah la mista?Siiii pure la mia mamma la faceva così, poi ci metteva il peperoncino e  ci metteva un battuto di aglio cipolla scalogno mele cotogne zenzero pepe bianco pepe nero pepe rosa pomodoro basilico sedano rape cozze calamariiiiiiii e lardo di colonnata e caponataaaa! Tu ce l’hai messo il peperoncinoooo??Ahh c’hai messo il curryyyy? Aaaaah io il curry non lo digerisco, troppo pesanteeeee!”
Insomma.. capito no? Procedete così con voce stridula e vediamo se domattina torna ancora a molestarvi!
Attenzione: funziona con tutti, basta trovare l’argomento che davvero disturba l’avversario! Però vi sfinisce, quindi fate una buona colazione prima di andare in ufficio.

E se tutte queste strategie non dovessero funzionare?
Resta sempre il solito vecchio ma efficace vaffanculo democratico, quello che “quanno ce vò ce vò!”, il passepartout della vostra felicità!

p.s.

immagino già la faccia delle persone che mi conoscono. Un dubbio amletico s’è ormai impadronito della loro mente ed ne indebolisce lo spirito. Il tragico veleno del sospetto irrompe già nelle vene e fiacca ogni resistenza, travolge ogni baluardo d’orgoglio.. una domanda si insinua feroce tra gli interstizi neuronali..

“Ma.. l’ha fatto anche con me?”
La risposta è..
         La risposta è…
                    La risposta è……

Si!
1000 volte! E lo rifarò!

2 commenti:

  1. ahahaha
    mi sono divertita un sacco, soprattutto a vedere le reazioni del giorno dopo in ufficio :o)
    sopravvivere in certi ambienti secondo me è fondamentale
    non ci si può rodere il fegato continuamente
    non si può fare buon viso a cattivo gioco
    è meglio mettere in atto delle strategie difensive piuttosto che mortificare se stessi e gli altri con finte manifestazioni di amicizia.
    e poi..
    ridendo e scherzando si dice la verità :o)

    Adelia

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grazie per avermi letto
mi spiace perchè, a causa della maleducazione di qualcuno, ho dovuto fare in modo che non si possa commentare in modo anonimo e che il tuo commento possa apparire solo dopo la moderazione.
perdonami e grazie ancora per la pazienza!
Adelia