giovedì 31 maggio 2012

Io ho firmato. Fatelo anche voi. Finanziamento pubblico ai partiti e terremoto.


Ricevo e pubblico senza modifiche per amplificare il messaggio.

Adelia



Cari amici,


Un terremoto devastante ha colpito l'Emilia-Romagna. In queste ore il Parlamento sta discutendo una nuova legge, e insieme con alcuni alleati in Parlamento e nei media possiamo costringere i partiti a dirottare il loro finanziamento pubblico per la ricostruzione. Firma ora e fai il passaparola urgente:

Firma la petizione
Un terremoto devastante ha colpito l'Emilia-Romagna, provocando 17 morti e rasando al suolo interi paesi. In queste ore il Parlamento sta discutendo una nuova legge, e un appello pubblico gigantesco può garantire alle vittime le risorse di cui hanno disperato bisogno.

I danni riportati sono enormi, e in tempo di crisi dobbiamo reperire risorse preziose per la ricostruzione. I partiti godono di 500 milioni di euro di finanziamento pubblico che hanno sperperato in maniera scandalosa, e ora vogliono destinare soltanto una minuscola parte di quei soldi alle vittime. Ma con alleati in Parlamento e nei media, possiamo accendere le luci su questa vergogna e costringere i partiti a dirottare il 100% di questi fondi alle vittime del terremoto.

Fra pochi giorni il Senato darà il via libero definitivo alla legge: chiediamo a Monti e ai leader di partito di fermare l'emorragia dei soldi pubblici e di dirottarli alle vittime dell'Emilia e de L'Aquila! Consegneremo la nostra petizione grazie a un Senatore proprio prima del voto. Firma ora e inoltra questa email a tutti:

http://www.avaaz.org/it/italy_party_money_to_earthquake/?vl

I sopravvissuti a questa catastrofe non hanno tempo da perdere: gli italiani stanno chiedendo al governo d'intervenire subito. E abbiamo a disposizione un grande ammontare di denaro che ora si trova nelle mani sbagliate.

Nel 1993 gli italiani hanno detto no al finanziamento pubblico ai partiti attraverso un referendum. Per continuare a ricevere soldi pubblici, però, i partiti si sono inventati i "rimborsi elettorali" che dovevano corrispondere alle spese delle campagne elettorali. Sappiamo invece che dal 1994 a oggi i partiti ci hanno scippato 2 miliardi di euro grazie a questo espediente.

A seguito della pressione da parte dell'opinione pubblica per vergognosi scandali di corruzione e oltre 60.000 messaggi dai membri di Avaaz, la Camera dei deputati ha adottato una proposta di legge che in teoria avrebbe dovuto aiutare le vittime del terremoto, ma che in pratica ingrosserebbe ancora di più le casse dei partiti. Questa proposta prevede infatti che a ogni donazione corrisposta liberamente dai cittadini i partiti ricevano il 50% in più di soldi pubblici, tradendo così l'intenzione iniziale della legge, che era quella di consegnare il risparmio dal taglio al finanziamento pubblico interamente alle vittime del terremoto!

Se agiremo ora potremo fermare questa vergognosa presa in giro dei partiti. Fra pochi giorni il Senato approverà la legge, e dobbiamo alle vittime una risposta urgente. Mandiamo un appello assordante a Monti e a tutti i leader di partito per chiedere di mostrare senso di responsabilità e garantire che tutto il finanziamento pubblico vada per la ricostruzione. Firma la petizione e fai il passaparola urgente!

http://www.avaaz.org/it/italy_party_money_to_earthquake/?vl

La comunità di Avaaz in Italia ha combattuto giorno dopo giorno la corruzione e in favore della responsabilità della politica nei confronti dei cittadini. Oggi uniamo le forze per fare pulizia nel nostro sistema e perché migliaia di famiglie ripiegate nel dolore ricevano l'aiuto necessario per ricostruire le loro vite.

Con speranza e determinazione,

Stephanie, Giulia, Luca, Luis, Alice, Ricken, Wen-Hua e tutto il team di Avaaz


venerdì 25 maggio 2012

Profumo di caprifoglio e gelsomino.


Io non ho risposte.
Strano no? In un mondo dove tutti hanno certezze granitiche, convinzioni inalienabili, un’opinione immediata su qualunque argomento.. io non ho risposte.
Io vivo di dubbi, esitazioni, riflessioni, punti di vista panoramici.
Pochi punti fissi, uno o due al massimo. E anche quelli, certe volte, boh.
Ho sempre bisogno di riflettere, pensare, discutere, rivedere, rivalutare.
Non mi sento mai all’altezza, mi stranisco, mi vengono le palpitazioni e anche un principio di orticaria quando mi ritrovo circondata dal branco, sono sempre un po’ a disagio. Preferisco stare per conto mio, così ho il tempo di pensare. E se non posso sfuggire.. allora mi devo concentrare per sembrare una persona adulta.
Malgrado i miei quasi 44 anni mi sembra di essere lontana anni luce dalla maturità che la mia età avrebbe dovuto conferirmi. Ma vi sembra possibile?
Ogni tanto ci provo a recitare la parte della signora di mezza età, ma mi intristisco.
Ultimamente poi ho scoperto un canale radio dove fanno musica anni ‘70/’80 e mi scopro ancora lì. Poi ci pensa il colpo della strega a ricordarmi che non ho più l’età!
Poi faccio sogni e voli pindarici, poi atterro sbattendo il muso per terra  e mi rendo conto che le persone serie, alla mia età, si sono preoccupate del loro conto in banca e non del profumo dei fiori.
Il caprifoglio e il gelsomino sono sbocciati sul mio balcone. Profumo di infanzia.
Ricordo estati liberatorie, sentieri di pietre arroventate dal sole, l’erba alta mossa dal vento, cicale a cantare i loro amori, un cielo turchese che a tratti ti faceva sentire deliziosamente sperduta, quella sensazione di libertà e di “lontano da casa” che allo stesso tempo affascina e intimorisce i bambini. Tutti dormivano in quei pomeriggi infuocati, io sgattaiolavo fuori. Era un momento solo mio, condiviso solo da qualche lucertola. Pian piano dai cespugli spuntavano fuori ad uno ad uno altri bambini, giocavamo a campana, a nascondino, facevamo chilometri sulla montagna ficcando il naso in tutti gli anfratti alla ricerca di fantomatici tesori – come le armi della seconda guerra mondiale nascoste al km 18 o i bottini dei briganti. Al massimo abbiamo trovato qualche pelle di serpente o un pipistrello addormentato.
Quello che ci muoveva non era l’avidità ma la curiosità, la smania di esplorare, la ricerca di un segreto da condividere. In poche parole, la libertà.
Dove siete? Dove siamo?
Qualcuno mi ha chiesto l’amicizia su Facebook, senza sapere che non sono io ad usarlo ma una delle bimbe che gioca a Castleville ( mi dispiace, è il solo modo che ha per esplorare.. )
Non darò l’amicizia. Non ha senso. Non mi basta. Non cliccherò su “mi piace”. Non condividerò link idioti e qualunquisti.
Io esco, fosse anche solo sul balcone. Vado ad annusare il caprifoglio ed il gelsomino.

martedì 22 maggio 2012

Il danno e la beffa. Monologhi deliranti tra ovaie, patonze, calcoli e tasse.

Ebbene si, le rosse son tornate. Ma non le rosse malpelo in odor di stregoneria (delle quali faccio orgogliosamente parte malgrado qualche filo bianco che si fa strada qua e là): parlo di quelle rosse, quelle stramaledette che a cadenza mensile mi ricordano che “io no” , che io faccio parte di quelle che si prendono i dolori e non le gioie di essere donne.
A me son venute l’estate dei miei 12 anni, poco prima del compleanno. 32 anni di schifezza inutile. 384 mesi di sanguinamenti senza scopo. 1920 giorni di mal di pancia superfluo. 11520 assorbenti. Un monumento all’ingiustizia ed allo spreco.

Si, sono talmente nervosa che ho preso la calcolatrice in mano. Mese più mese meno questi sono i conti.

E sono nervosa perché mi sono pure venute in anticipo.
Lo sapevo, per carità. A furia di scrutare il mio corpo, di passarlo al setaccio alla ricerca di quella benedetta pepita d’oro lo conosco fin troppo bene.
So di aver ovulato 3 giorni prima ( ed ho fatto gli esercizi, ovviamente, prima durante e dopo a scanso di equivoci ) e sapevo che mi sarebbero arrivate.
Un mal di testa, un guizzo dell’ovaia destra ( lei, la stakanovista, quella che ovula tutti i mesi mentre la sinistra se la ronfa..)
Ekkekaz.. vi tratto bene, potreste pure trovare un accordo e lavorare congiunte no? Una doppia ovulazione, una BDC, il doppio delle possibilità.. no eh?
Ah.. la colpa è dell’utero che sta in combutta con la vagina per non fare entrare nessuno!?
Ma come? Vi porto in giro, Vi divertite tutte le sere ( ehm.. ), le lavande migliori, mutande di cotone e dico c o t o n e, mica microfibra e plastiche varie che vi irritano! Prova ne è che mai un’infezione, mai una candida, mai un fastidio!
È così che mi ripagate? Chiudendo le porte??? Sciopero sciopero sciopero?
E se trasferissi la produzione?
Oddio, mi sembro Marchionne!

In più il nostro stato, volutamente minuscolo, ci tassa di più perché non abbiamo figli.

Ma come?

Lasciando stare gli aspetti emotivi della situazione, le lacrime che versiamo ogni mese, la sofferenza nel vedere che tutte tutte sono mamme anche quelle che non vogliono e invece noi no, il dolore e l’umiliazione degli sguardi e delle domande..
Lasciando stare le trafile umilianti, le sale d’aspetto squallide, l’esposizione delle nostre parti intime a destra e a manca ( la mia l’ho portata in tour talmente tante volte che ormai c’ha preso il vizio e cerca di saltar fuori anche in metropolitana! ), le paturnie degli specialisti, le cure e le analisi costosissime per non parlare delle visite..  
Lo stato volutamente minuscolo ci fa pagare tutto quello che non ci impedisce ( ad. es. abbiamo solo un tot di tentativi e solo se siamo under ) e quello che ci è impedito ( ad es. l’eterologa.. )  lo paghiamo a caro prezzo varcando i confini. E poi blablabla sulla famiglia e su “questo è un paese vecchio”. Ma cosa fa lo stato volutamente minuscolo per le famiglie, per quelle che riescono a far figli e per quelle che non ci riescono? A loro non offre asili nido, lavoro e casa, dignità. A noi ci fa pagare anche l’aria.
Invece di stendere un tappeto rosso cosparso da petali di orchidea al passaggio di quelli che come noi i figli li desiderano, a quelli come gli altri che riescono pure a farli e poi son dolori per mantenerli, a tutti noi che - malgrado la situazione schifosa in cui ci hanno costretto - vogliamo un futuro beh.. un calcio ben assestato nel didietro e via a testa bassa a pagare le tasse.
E visto che noi i figli non ce li abbiamo, più tasse.
Punizione su punizione.
Oltre al danno, la beffa.
Capito care le mie ovaie, tu utero e tu patonza?
Capito bene?

Allora, almeno voi, abbiate pietà di me, che pure gli assorbenti sono aumentati!

lunedì 14 maggio 2012

Ma voi ce l'avete uno così???

Oggi voglio mostrarvi una cosa inaudita, il mio gattopalla
ecco a voi Fahres
un gatto cicciottissimo che mangia tutto quello che trova, comprese le patate crude! si, avete letto bene: patate crude!
e poi olive piccanti, cavolfiore lessato, cetriolini sottaceto.
penserete che non gli dia altro da mangiare
figuriamoci!
mangia il suo, quello degli altri mici, quello del cane.. e il mio!

questo è Fahres in tutta la sua "Boterità"


seguiranno altre foto del mio panzer!

venerdì 4 maggio 2012

La vita che cambia


È sconvolgente quanto rapidamente mutino le situazioni.
La nostra vita può essere sconvolta da un momento all’altro, le nostre certezze crollano come se una folata di vento dispettosa riuscisse a spalancare la finestra  proprio mentre stiamo completando  il nostro cartello di carte.
Può essere la perdita del mazzo di chiavi, una cenetta a lume di candela rinviata, il sufflè che si affloscia, l’unghia che si spezza o l’autobus perso per un soffio..
Contrattempi che ci fanno imbestialire, certo, ma per qualcuno sono tragedie capaci di rovinare la giornata.
E se invece delle chiavi o dell’autobus avessimo perso la casa o il lavoro?
Se invece di rinviare la cenetta il nostro fidanzato c’avesse mollato?
Se invece il sufflè  non avete potuto prepararlo perché non avete i soldi per fare la spesa?
Certo, questi sono problemi più seri. Ma ancora c’è rimedio: possiamo combattere per trovare un nuovo lavoro, un’altra casa, un altro fidanzato, magari andando a cena a casa di un’amica.
Il vero problema sta nella mancanza di futuro, cioè quando davvero non abbiamo più nemmeno la possibilità di sperare che le cose cambino, quando non abbiamo più la forza per cambiarle, per alzarci e chiudere la famigerata finestra e bloccare il vento.
Parlo di malattia, parlo di qualcuno che all’improvviso si sente male e da quel momento non è più la stessa, non sarà mai più la stessa. Senza preavviso. Quella stessa persona che la mattina è uscita da casa per fare quello che ha sempre fatto tutti i giorni – lavorare, prendersi cura dei suoi figli, comprare il pane, preparare la cena, telefonare ad un’amica – e invece non ha potuto. E non si sa se potrà più.
Io spero di si, amica mia.