venerdì 28 settembre 2012

.. Na botta de ormoni :o)

Ciao
la situazione è tesa
quindi dobbiamo cazzeggiare un pò
che ne dite di una botta di ormoni???

beccatevi questo, direttamente da Luxor a San Pietroburgo...
altro che Elvis the Pelvis.. siamo mooooooooooolto oltre :o)


mò però non tormentate i vostri poveri maritini
non li depilate
non li coprite di polvere d'oro
non fategli slogare l'anca già sbilenca

li amiamo anche così, vero?
però.. na bottarella de vita...

Adelia con l'ormone esuberante!

mercoledì 26 settembre 2012

Le lezioni impartite dal dolore.


Prendo spunto da una cosa che ho letto, e da tante che ho vissuto, per scrivere questo post.
Chiedo venia subito, non è mia intenzione dare lezioni a chicchessia.
Ma dato che in materia ho, purtroppo, una certa esperienza.. facciamo che almeno serva a qualcosa.

Anni luce fa – tanti  – frequentavo un forum di donne sospese tra il desiderio di diventare madri e la frustrazione di non riuscirci.

Era davvero un mondo variegato, composto da donne “manager della maternità”, quelle deluse di non essere rimaste incinte al primo colpo “come pianificato”, donne straziate da anni di delusioni, donne disperate alla ricerca di una struttura affidabile per intraprendere il percorso della pma.
Un’altalena continua di emozioni di vite vissute, di gioie e tanti tanti dolori. Confronti di analisi, valori, consigli.

In questo mondo così vasto si creavano dei legami più forti con alcune e meno con altre, ovvio.
E spesso la distanza impediva di vivere la quotidianità, ma nulla toglieva alla profondità dell’affetto.

Di fronte alle liete notizie  le aspiranti mamme si dividevano in gruppi contrapposti e spesso furibondi.

Ricordo una discussione feroce perché una di quelle che ce l’aveva fatta continuava a frequentare il gruppo delle poliabortive ostentando, oltretutto, il bannerino contagiorni al lieto evento.
Il succo del discorso era:
vattene perché qui noi stiamo soffrendo e non sopportiamo la tua presenza da chioccia incinta.

Sono uscita da quel forum per tanti motivi e anche perché ero stufa di leggere commenti acidi, se non offensivi, anche nei miei confronti. Ricordo che quando, senza bannerini né fanfare, rivelai di essere nuovamente incinta non lessi le reazioni che mi aspettavo.
Solo qualcuna mi chiamò davvero felice per me e speranzosa che fosse la volta buona.
La maggior parte, quella che condivideva baci e piumette beneauguranti e frizzi e lazzi e abbracci consolatori si limitò a ricordarmi che dovevo aprire il post per quelle che avevano la dpp ( data prevista parto ) a giugno.
Come dire.. fuori dalle ovaie.. qui sei fuori luogo anche se hai avuto X aborti.
E secondo me hanno pure fatto la ola quando ho perso la bambina.
Comunque….

Qualche settimana fa ho ricevuto una telefonata da una di loro, una di quelle tranquille, che per varie vicissitudini non sentivo da qualche tempo.
Con una voce esitante mi ha chiesto se mi ricordavo di lei.
E certo che mi ricordo di te, del tuo dolore, dell’endometriosi, della separazione. Di tutto.
Mi fa
“Sai, devo dirti una cosa ma non ho il coraggio…”
Io subito presa dalla frenesia le ho praticamente urlato
“Sei incintaaaaaaaaaaaaaaa!!!!”
Sospirone di sollievo dall’altro capo del filo
“Veramente.. Vittoria è già nata.. a gennaio! Ho passato mesi a chiedermi se era il caso di dirtelo o no visto che so che tu.. invece.. no..”

Perché lei mi legge e sa che, nel frattempo,  ho perso ancora altri bambini.
Però non mi conosce abbastanza bene e forse crede che io non dica la verità.
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Il dolore è un grande maestro: abbrutisce o nobilita.

Io non sono mai stata una persona invidiosa, sorrido ad ogni vita che nasce come se fosse una mia vittoria. Lo dico davvero.
Capisco che tutte le cose brutte che mi sono capitate, compreso il non riuscire a diventare mamma, non mi sono piombate addosso perché qualcuno ha “rubato la mia fortuna”.

E il bambino che nasce da un’altra donna non è il mio bambino che ha sbagliato strada.

Comprendo anche la paura e la frustrazione, il dolore e la sofferenza di chi affronta questo calvario ( direi che ne so qualcosina.. no?) ma non amo la regola del “mal comune mezzo gaudio”.
Non mi fa sentire meglio sapere che c’è qualcun'altra che ieri mattina s’è svegliata con le mestruazioni.
Non mi fa sentire meglio sapere che c’è un’altra donna in ospedale che subisce un raschiamento.
Non mi fa sentire meglio sapere che c’è un’altra donna che seppellisce una figlia.
Posso solo provare rabbia per questa vita che costringe tutti - ma proprio tutti, anche quelli che pensiamo siano fortunati - a fare i conti con qualcosa di brutto.
Mi fa invece sentire molto meglio, addirittura felice – sapere che qualcuna ce l’ha fatta, che una nuova vita è riuscita prepotentemente a sopravvivere malgrado tutte le difficoltà.

Forse, anzi, sicuramente io non guarderò mai negli occhi mio figlio.
Ma non chiuderò gli occhi.

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Se non riusciamo a gioire col cuore delle vittorie altrui come possiamo pretendere che qualcuno pianga con noi le nostre sconfitte? ( e viceversa, ovviamente )

mercoledì 19 settembre 2012

Ma chi ti credi di essere?

Ehi tu
dico proprio a te, piccola/o blogger!

Ma chi ti credi di essere?

Hai rotto con i tuoi post programmati, con i tuoi monologhi, con le tue autocelebrazioni, con la tua spocchia!

Hai dimenticato, oltre alla buona educazione, il tempo in cui non vedevi l'ora che qualche anima gentile ti commentasse il post e non facevi che entrare ed uscire dalla posta per rispondere al volo al santo che s'era preso la briga di risponderti?

Hai dimenticato, oltre alla buona educazione ed ai trascorsi da verme solitario, quando commentavi forsennatamente tutti tutti i post in tutti tutti i blog e ti iscrivevi come follower a tutti tutti i blog nella speranza che gli altri blogger, fulminati dalla netiquette, ti ricambiassero il favore?

Hai dimenticato, oltre alla buona educazione, ai trascorsi da verme solitario ed alla compulsività da stalker, che se scrivi su un blog lo fai per condividere i tuoi pensieri e confrontarti  se no comprati un bel diario di quelli col lucchetto e scrivi quello che vuoi, fatti domande e datti risposte come nell'era d'oro del peggiore Marzullo!

Chi se ne frega che sei in vacanza o non c'hai tempo

smettila coi post programmati 
degnati di rispondere ai commenti
alimenta il dialogo
scambia idee
confrontati col mondo

Non sei il re e nessuno di noi è un suddito.

Non sei un faro nella notte, solo un riflesso della luna nel pozzo!

Non temere di perdere qualche lettore se non pubblichi tutti i giorni qualche cazzata.

Li perderai comunque nel momento in cui si renderanno conto che, dall'altra parte, non ci sei che tu -
piccolo essere petulante ed autoreferenziale che pretende di ricevere senza dare.

Fai una cosa.. tienilo per te il post programmato, ti servirà quando sarai solo più solo della particella di sodio dell'acqua lete
( nel tuo caso.. LOTA! e i napoletani mi capiscono )

AAAAAAAAAAAHHHH mi sento meglio!

p.s.

tanto non vi dico con chi ce l'ho!

martedì 18 settembre 2012

Centrifugate alla riscossa!!!!!!!!!


Chi sono le centrifugate? 

Chi sono le centrifugate???

Le centrifugate sono quelle come me, sempre con (più di) un capello fuori posto, il vestito che pende da un lato, le scarpe comode per portare fuori il cane e correre dietro all’autobus (è risaputo che l’autista apre le porte fuori fermata e ti aspetta solo se sei un strafiga o se sei molto vecchia, se no vai a piedi!).

Le centrifugate sono quelle come me, che si buttano addosso la prima cosa che trovano purchè sia pulita e non troppo spiegazzata che in ufficio poi pare brutto!

Le centrifugate sono quelle come me che se si truccano dopo 2 minuti sembrano dei panda perché cambiano umore e ridono e piangono nel giro di 2 secondi ( e certe volte pure tutte e 2 le cose assieme ).

Le centrifugate sono quelle come me che se apri il loro armadio ti cadono addosso quintali di roba non meglio identificata, e a volte pure il gatto che schiaccia un pisolino..

Le centrifugate sono quelle come me che se devono andare in centro si svegliano con l’orticaria e un brufolo sul naso.

Le centrifugate sono quelle come me che spiccano tra la folla come un elefante al Polo Nord perché non vestono alla moda e non sanno camminare sui tacchi…

Insomma.. capito?

Comunque..
Oggi come al solito mi arriva una collega (oddio.. l’orticaria già fa capolino ..)
Che come al solito non le pende un capello
Che come al solito ha un capo firmato che le sta divinamente
Che come al solito ha un profumo costosissimo che impregna le stanze come l’ambipur
Che come al solito di guarda come se tu fossi un piccolo scarafaggio uscito dalla centrifuga ( e manco si sbaglia.. )
Che come al solito ancheggia nel corridoio col tacco 12 alle 8 di mattina
Che come al solito è truccata come se dovesse andare al matrimonio del re
Ancheggio falcato nel corridoio ed immancabile tunf tunf del tacco… che nerviiiiiiiiii!

È cascata?

No, le mie preghiere raramente vengono esaudite.
Però ad un certo punto.. silenzio.
Passi felpati, discreti

Ekkeè?

Vado in bagno a sciacquarmi la faccia – tanto non sono truccata e lo posso fà!

E la becco coi mocassiniiiiiiiiiiiii!

SCOOP!
TI SI SONO GONFIATI I PIEDI COME DUE ZAMPOGNE A FURIA DI TRAMPOLARE SUL TACCO 12?
TI SEI SPACCATA LA SCHIENA NEL TENTATIVO DI CONTRASTARE LE FOLATE DI VENTO CHE TI FANNO PERDERE L’EQUILIBRIO ?

O VISTO CHE MO’ I TUOI CAPI SE NE SONO ANDATI NON HAI MOTIVO DI ESIBIRTI  A BENEFICIO DI NOI COMUNI IMPIEGATI?

Lo so, sono cattiva..
Ma sapeste quanto mi urta il tunf tunf dei tacchi nel corridoio!

Emergenza Siria

Grazie a Raffaella 
ho scoperto il progetto di AGIRE (Agenzia Italiana in Risposta alle Emergenze) per far fronte all’emergenza in Siria.

Ogni giorno migliaia di persone soffrono e perdono la vita a causa di un conflitto pressochè ignorato dal resto del mondo.

Stiamo parlando di ventimila morti e un milione e mezzo di profughi. Non sono cifre, sono persone, carne e sangue e speranze, sorrisi perduti.


Dall'11 al 24 settembre anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa: AGIRE ha lanciato una raccolta fondi per sostenere le ONG impegnate in programmi di assistenza umanitaria in Siria, Libano e Giordania.

Come blogger, possiamo darci da fare per divulgare l'iniziativa e dare voce a chi non ne ha.

Cliccando 




troverete materiali, documenti, video, foto e tutto il necessario per divulgare l'iniziativa.

Potete anche donare, anzi... fatelo! 

http://www.agire.it/it/appelli_di_emergenza/emergenza_siria/dona_ora_bl_siria.html








venerdì 14 settembre 2012

A ruota libera


Ci risiamo. Per quanto io sia dotata di aculei pungenti e una buona dose di pulci, di tanto in tanto mi distraggo e scopro la gola. Non è così strano, in fondo. Sono un essere umano, seppure a tratti.
È risaputo che non ho un buon rapporto con la mia famiglia di origine o, meglio, con una parte. Diciamo la maggioranza. Cerco, faticosamente, di mantenere quello con mia madre. Lo faccio tra mille difficoltà, accettando compromessi avvilenti. Questo perché sono cosciente della sua fragilità, della sua assoluta mancanza di rispetto per se stessa, la sua impossibilità a difendersi dall’aggressività di suo marito – che poi, disgraziatamente, ha partecipato al mio corredo genetico con uno spermatozoo e tante, tante mazzate.
Ve l’ho detto: non ha gioco di polso, mia madre. E neppure polso.
Da quando ho memoria si trascina da un farmaco antidepressivo all’altro
En, Trittico, Prozac, Roipnol, Tavor, Serenase, Control.
Il Control è quello più longevo, lo prende a dir poco da 30 anni.
Quando avevo 10 anni era così intontita da tutta questa merda che mi bastava darle una Pallina Zigulì e dirle che era Tavor per farla calmare.
Stava bene solo a scuola, trai suoi bambini.
Lì era diversa, un piacere per gli occhi, amatissima, creativa, piena di vita. Era se stessa.
Appena tornava a casa scattava un interruttore nella sua testa.
Anni anni anni di sotterfugi, di silenzi, di lacrime.
Mia mamma tornava a casa con un dolcetto nella borsa e mi faceva un segno con la testa. Allora io andavo in bagno e lì lo mangiavo, di corsa, e mi lavavo i denti. Neppure il tempo di assaporarlo. Guai se mio padre se ne fosse accorto.
Lui diceva che la pizza, il gelato, le pastarelle, insomma tutto quello che si può comprare per strada era fatto nientepopodimeno che col grasso di balena. Lui però a spassarsela coi suoi amici -  e amichette – c’andava regolarmente… a lui, il grasso di balena non faceva mica male.
Allora mia mamma il sabato pomeriggio ci portava a fare un giro sulla Via Tiburtina, a guardare le vetrine, e ci comprava un gelatino da Gervasio ( il migliore sulla Via Tiburtina ) guardandosi intorno come se stesse commettendo un reato. Poi giravamo in una traversa e dovevamo ingozzarci velocemente, il tempo di fare il giro del palazzo, col timore di essere scoperte da lui o da uno dei suoi scagnozzi. E qualche volta è pure successo, non vi dico le mazzate.
Ora, la mia cara sorellina, nel sacro nome dell’eredità, nega che tutto questo sia successo.
Va bene, sono punti di vista. E forse è meglio per lei non ricordare, vive più serena.
Ho accettato, per il quieto vivere di mia madre, di non parlarne più, di non dire di non fare.
Per anni non ho incontrato  né lui né mia sorella, andavo a Roma, salutavo mia madre,  passavo la notte con lei, il giorno dopo ripartivo. Al telefono però ci sentivamo tutti i giorni. Ma non era abbastanza, no. Da qualche tempo il mio nome non deve neppure essere pronunciato, né ho il diritto di telefonare.
Ho una mamma part time, 2 volte al giorno il sabato e la domenica ( che i signori vanno nella villa al lago ), durante la settimana non si può, non è mai sola. A volte una chiamata furtiva se lui scende a prendere il latte, ma è rarissimo che trovi il coraggio di farlo.
Perché non vi ho detto che dal lunedì al venerdì mia madre sta da mia sorella a fare la sguattera baby sitter. Lava stira cucina sistema porta i bambini a scuola, li riprende.
Il venerdì pomeriggio mio padre, che non ha fatto una beata minchia tutta la settimana standosene bello tranquillo a casa sua, va con mia sorella a farsi il week end nella di lei villa con piscina.
Che, manco a dirlo, non so neppure dove sta.
Va bene. Abbozzo. Mi convinco che è meglio così e chissenefrega del part time.
Però oggi è venerdì.
Loro in genere nel pomeriggio mollano mia madre a casa e partono per il lago. Verso le 15.
Stamattina ero in ufficio e m’è squillato il cellulare.
Era mamma. Due squilli. Ok, via libera, richiamo.
Mi risponde con voce tremante
“Mi spiace, ha sbagliato numero”.
Ed ha messo giù.
Ok.. sono tornati indietro, magari s’erano dimenticati qualcosa.
Riprendo a lavorare nervosamente, perché non è stato piacevole. Ma vabbè. Chissenefrega.
La chiamata è arrivata alle 16.
Ora, va bene tutto, ma c’è un limite.
Rispondo e mia mamma mi dice:
“Ma che, non potevi parlare? Sono 10 minuti che ti chiamo e non rispondi… “
IO? A parte il fatto che il telefono non ha squillato
TU dici a ME che IO NON POSSO PARLARE?
COME SE IO FOSSI IL GENERE DI PERSONA CHE PUO’ ESSERE MESSA A TACERE!
E per quale motivo non potrei parlarti?
Sono io quella che ha il marito psicopatico?
Al mio paese si dice così:
vuoi mettere a me il tuo vestito?
Mi sta stretto, mamma, e non è la taglia che è sbagliata.
È la situazione, porco cazzo!
È delirante, è fuori dal mondo.
È allucinante che tu non conosca mio marito, la mia casa, la mia vita.
È allucinante che io non possa essere libera di parlarti, che tu non mi chieda mai come sto perché tu stai male e devi sfogarti di tutte le angherie che subisci ed io resto lì, muta, rabbiosa, perché tutte le volte che  sono venuta a Roma per spaccare la faccia a quei due stronzi e portarti via con me tu non sei venuta.
Mi verrebbe da dirti
FOTTITI
Io sto male, io ho bisogno, io sto scoppiando.
Tu non sai del mio dolore, tu non sai dei miei aborti, tu non sai delle mie gioie.
Io non posso mai parlarti. C’è sempre qualcosa di più importante, per te.
Invece ti dico
“Mamma mi spiace, forse non ho sentito il telefono”
Perché tu non mi vedi e non sai che io tutti i venerdì dalle 14.30 tengo il telefono in mano e controllo 10000 volte che sia acceso.
Vi ricordate l’Avvelenata di Guccini?
“Se io avessi previsto tutto questo
Dati causa e pretesto…
Forse farei lo stesso!”
Per me va sempre tutto bene, mi sento bene, ho mangiato, si sono stata in ufficio. Il tempo è bello.
Ho fatto la doccia, sono pulita. Nessun  problema.

p.s.

e tra un pò è un anno che non la vedo.
e sarà di nuovo natale...

http://dissonanzeassonnate.blogspot.it/2011/12/il-natale-delle-pecore-nere.html 

mercoledì 12 settembre 2012

E questa ve la devo proprio dire!

Ficcando il naso nella rete ..
trasecolo!

Sid Vicious

a settembre, il 24, uscirà la ristampa dell'album "Never mind the Bollocks, here's the Sex Pistols".
e, inclusa, la demo di "Belsen was a gas", mai pubblicato, suonato solo live!

ora, Belsen was a gas non l'ho trovata
ma vi posto un classico.. no, non Sinatra.. versione Sid! 
ho consumato il disco..






lunedì 10 settembre 2012

Aggiornamento piccoli passi per Nina vol. 2

AGGIORNAMENTO.. PICCOLI PASSI PER NINA

  • € 15 dalla collana in plastica ambra
  • € 15 dal ciondolo albero della vita in quarzo e filo zincato
  • € 20 da un ritratto ad acquerello di Claudio Baglioni ( che me tocca fà.. ) promesso ad una collega generosa che voleva darmi soldini senza nulla in cambio
  • € 10 da una tartarughina contenitore in carta fatta su ordinazione
  • € 10 orecchini con le calle
  • € 10 collana in plastica azzurra e perline
  • € 20 collana con rose gialle in pasta di mais
fino ad oggi, 10 settembre, ho raccolto 100 euro! 

devo ancora fare 1 segnalibro ad acquerello e 1 spilla per due signore over anta
.. il gruzzoletto aumenterà ancora...
il ritratto di baglioni (volutamente minuscolo) procede..
a presto il bonifico!

e voi che state aspettando?
Datevi da fare!


giovedì 6 settembre 2012

Piccoli passi per Nina


AGGIORNAMENTO.. PICCOLI PASSI PER NINA


  • € 15 dalla collana in plastica ambra
  • € 15 dal ciondolo albero della vita in quarzo e filo zincato
  • € 20 da un ritratto ad acquerello di Claudio Baglioni ( che me tocca fà.. ) promesso ad una collega generosa che voleva darmi soldini senza nulla in cambio
  • € 10 da una tartarughina contenitore in carta fatta su ordinazione
fino ad oggi, 6 settembre, ho raccolto 60 euro! 
Datevi da fare!

mercoledì 5 settembre 2012

Ciao Raiss


Sei volato via in silenzio
Senza disturbare nessuno
discreto come sempre.
Cerco di non piangere
So quanto ti è costato strappare questi ultimi giorni alla vita
Grazie per i 21 anni di coccole che mi hai regalato
Più di quanti ne abbia passati con mia madre
Più di quanti osassi sperare.
Non mostrerò lo scempio degli anni sul tuo corpo e sui tuoi occhi belli
Per me sei sempre stato il cucciolo che non sa miagolare
Il gattone pacifico che ha imparato a soffiare a 18 anni incalzato da Fahres il rompiscatole
Il passo felpato alle mie spalle
Il ronfare leggero sulla mia testa

Ciao Raiss
il mio mondo è più brutto senza te



Raiss. Napoli 1991 - Milano 2012

lunedì 3 settembre 2012

Facciamo Swap per Nina!

Nina è una bimba bellissima, nata con una malattia genetica per la quale sta ancora facendo degli accertamenti. Al momento, si pensa sia affetta da una sindrome rarissima chiamata Oro-Facio-Digitale 1 (OFD1) che le causa problemi molto seri. Potete leggere la sua storia sul blog della sua coraggiosissima mamma http://inviaggioconnina.blogspot.it/

 Vi segnalo questa splendida iniziativa, segnalata dalla mucchina logo originale del sito: 

http://facciamoswappernina.blogspot.it/

alla quale ovviamente partecipo anche io!


http://artedellapazienza.blogspot.it/2012/09/facciamo-swap-per-nina.html


datevi da fare!

Adelia