martedì 2 ottobre 2012

Mamma ragno


Avevo più o meno 10 anni quando ho capito che tipo di mamma sarei stata.

Ricordo che era estate e che mia mamma dormiva, dormiva tanto.
Colpa delle pastiglie che le aveva dato il medico di guardia dopo che si era sentita male nella doccia ed io non sapevo che fare, era tutta blu e non mi rispondeva.
Ricordo che, la sera che è successo, mia sorella non voleva uscire perché aveva paura del buio e dei "drogati" e allora sono uscita io, era buio e c'erano i "drogati", ho preso l’autobus e sono andata fino alla Stazione Tiburtina, alla farmacia notturna. 
6 fermate di angoscia all'andata, 6 fermate di angoscia al ritorno.
Il farmacista ha avuto pietà di me e della mia paura, fortunatamente. 
Mio padre era chissà dove a festeggiare chissà cosa con i suoi amichetti.

Tutti i giorni guardavo mia madre respirare nella penombra perenne.
Il suo colore era strano lo stesso. Sembrava di cera, liquefatta, inconsistente.
E dormiva. Si svegliava/ urlava/ piangeva..  le davo una pastiglia e lei dormiva di nuovo.
Tutto qui. Un neonato di 65 kg.

Ogni tanto a me veniva fame seria e facevo l’unica cosa che sapevo fare, panini a parte: la minestrina.
Gliene portavo un pò e lei scuoteva la testa di qua e di là come una bambina.
Non pensavo che anche i grandi potessero fare i capricci.
Dopo qualche giorno siamo partite per il paese, non sapeva che farsene di noi, il Signor G.
Al paese almeno c’era la nonna e si mangiava bene, mica minestrina. 
E, cosa più importante, fare il bucato non toccava a me. e pure a mano, che non sapevo accendere la lavatrice.

Ma sto divagando.. 

Il pomeriggio, mentre tutti dormivano, io sgattaiolavo fuori nella calura infernale e mi incontravo nei boschi con i miei amici, ma siccome faceva troppo caldo per fare qualunque cosa ce ne stavamo semplicemente sdraiati nell’erba alta a sonnecchiare.

Ad un certo punto arriva un ragno, uno di quelli con le zampe lunghe lunghe che noi chiamiamo comunemente “zumparelli”. Trascinava a  fatica un sacchetto, qualcosa tipo una bolla di chewing gum. 
R., noto per la sua “cazzimma” ( cioè cattiveria ai limiti del sadismo ), comincia a tormentarla con un ramoscello cercando di portarle via la sacca.

Non vuole smettere con le buone e quindi ci azzuffiamo, ma io sono piccola e lui è una specie di cinghiale inferocito, non ce la faccio. Mi sovrasta e mi sfotte pure.

Il ragno, anzi, la ragna a quel punto si avvinghia completamente al suo sacchetto nell’estremo tentativo di proteggerlo, ma ormai s’è rotto; dentro c’è qualcosa che sembra semi di papavero ma sono tanti minuscoli ragnetti prematuri che si spargono dappertutto mentre la madre agonizza.

In quel momento ho capito cos’è davvero una mamma.
O, meglio, come dovrebbe essere sempre.
La mia se ne era andata assieme a mio fratello nell’acqua della doccia e non è più tornata davvero indietro, ha solo imparato a dormire ad occhi aperti.

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Quest’anno non andrò a Roma.
Venerdì ho chiamato mia madre, le ho detto che mi sarebbe piaciuto scendere a vederla verso la seconda metà di ottobre. Ha cominciato a farfugliare scuse – quando/ dove/ come /i bambini/ durante la settimana no/ il fine settimana non so se mi lasciano qui – e quando le ho fatto notare che potevo anche andare, vederla per 5 minuti e ripartire mi ha detto

“Se devi mettere zizzania è meglio che non ( pausa interminabile ) telefoni”

Ed ha riattaccato.
Sabato mattina ho chiamato ma non mi ha risposto.
Il 4 ottobre compirà 76 anni.
Buon compleanno.
Lo so che stava per dire “non venire”.
Non chiamo più.
Va tutto bene.

26 commenti:

  1. Infinitamente dolore.
    Ti voglio tanto bene.
    Se quel treno lo vuoi prendere, io sono a pochi km da Roma.
    Raffaella

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    1. prima o poi un giro lo faccio
      baci
      Adelia

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  2. Tesoro. Un abbraccio grande, così grande che si allarga fino al cielo.

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  3. io c'ho provato a distrarmi con il Luxor Show...

    baci

    Adelia

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    1. Mannaggia! Uff. Se ti mando un video pelosone? Non di uomini, ma di animali? Che so.

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    2. sono a casa con i miei pelosoni, Abdelsalam è andato a prendere il latte. che posso volere di più?
      un sorriso

      Adelia

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  4. E io ti aspettavo da me, adelia, luce materna, cuore immenso.
    A volte la vita sceglie, sceglie chi il dolore lo sa sopportare, però si potrebbe pure fare un pò per uno, che tutta questo peso da sola, come fai a portarlo?
    ti abbraccio silenziosamente.

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    1. non sono tanto brava. ogni tanto il tappo salta.
      poi cerco di riflettere e mi rendo conto che non è lei a parlare, ma è la lezione che le hanno inculcato a furia di soprusi.
      prima mia mamma era una persona fantastica, piena di vita, creativa. poi s'è spenta. s'è arresa. la "doccia" è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma era già tutto lì..
      ha permesso che la straziassero.

      anni fa vidi un film di fantascienza in cui le persone venivano sostituite da alieni venuti giù tipo baccelli spaziali. era in bianco e nero o forse era la nostra tv. le persone andavano a dormire, il baccello si apriva e usciva una copia perfetta ma senza anima. ecco, a 44 anni ancora non sono del tutto convinta che questo non sia successo anche a mia madre.
      so che da qualche parte lei ancora c'è ma non ha la forza per uscire.
      continuo ad aspettare.
      un abbraccio forte

      Adelia

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    2. è una storia bellissima quella che racconti.
      il tuo amore così grande per questa mamma, e il tuo senso materno, ti permettono ora di non provare odio, e questo è il più regalo che potevi fare a te stessa.
      è una grande lezione che dai questa adelia.
      grazie infinite.

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    3. grazie a te che mi sopporti anche quando c'ho lo sguardo da pazza

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  5. Cara Adelia,mi mancano le parole. Ti vedo mamma bambina, ti vedo mamma ragno e vorrei abbracciare l'una e l'altra. Vi stringo virtualmente, entrambe.

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  6. Cara Adelia, ti abbraccio e ti ammiro per la forza che hai. Sei riuscita a non farti risucchiare dall'ombra di tuo padre e a prendere la tua strada a testa alta. Devi essere molto orgogliosa di te.
    eva

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  7. Grazie Eva
    continuo a ripetermi
    va tutto bene va tutto bene va tutto bene
    come un mantra
    non sempre funziona
    ma a volte si riesce ad imbrogliare se stessi.
    Adelia

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  8. Ecco... ehm ehm... è da ieri che torno su qs post senza riuscire a lasciare un commento. Che poi che dire?!? Solo che... non ti conosco, non conosco la tua storia, ma mi sembri davvero in gamba!
    Nel mio piccolo cerco ogni giorno di esprimermi sempre più, ed oggi era una sciocchezza, davvero, ma sappi che mi ha fatto venir voglia di essere coraggiosa, di essere davvero me.
    Ti abbraccio

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    1. .. "Di essere davvero me.."

      mi viene in mente una canzone dei CCCP, "Emilia Paranoica"

      "Teatri vuoti ed inutili potrebbero affollarsi
      Se tu
      Se tu ti proponessi di recitare TE
      Emilia Paranoica"

      grazie

      Adelia

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  9. Non so che scrivere, scrivo e cancello. Cancello e scrivo. E ti voglio solo dire che ti mando un abbraccio che ti avvolga e ti protegga da tutto questo dolore.

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    1. non cancellare
      lascia che sia, è il modo più bello di vivere
      un abbraccio

      Adelia

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  10. Adelia cara, ti abbraccio in gran ritardo ma forte forte...

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    1. io sono paziente
      ed un abbraccio è sempre in tempo :o)

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  11. Ade, io parole nn ne ho.. sogno solo che tu sia mamma, presto, per abbracciare la tua cucciola e dirle che ci sarai sempre, per telefonarle tu, per vedere tuo marito che la guarda innamorato... questo ti meriti, e anche di piu!

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    1. Ciao Micaela
      ancora nessuna telefonata
      cerco di non pensare

      ti abbraccio

      Adelia

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  12. Ciao, sono capitato qui per caso, digitando su Google "donna ragno". Non ho potuto fare a meno di leggere le prime righe di quello che hai scritto, e di non riuscire ad arrivare fino alla fine. Toccante, commovente. Ho provato un forte senso di empatia, tale da "vedere" con i tuoi occhi le scene che hai descritto. Eppure non ho passato tutto quello che hai dovuto sopportare tu, ho avuto un'infanzia pressochè normale. Ti sto scrivendo per esprimerti solidarietà, ammirazione, e quell'affetto poco spiegabile che si può avere per una persona di cui non si sa assolutamente nulla, ma di cui per una banale coincidenza si è avuto modo di conoscere qualche fotogramma di vita, una storia. Ti auguro buona fortuna, che la vita possa riequilibrare il vuoto con il quale hai dovuto fare i conti. Ciao - Alex Petroni -

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  13. Ciao Alex
    benvenuto :o)
    anche a me piace gironzolare senza meta, nella vita e nel web.
    e a volte si incontrano persone e storie e luoghi che non ti aspetti.
    Un abbraccio anche a te
    Adelia

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grazie per avermi letto
mi spiace perchè, a causa della maleducazione di qualcuno, ho dovuto fare in modo che non si possa commentare in modo anonimo e che il tuo commento possa apparire solo dopo la moderazione.
perdonami e grazie ancora per la pazienza!
Adelia