venerdì 30 novembre 2012

Un lunghissimo post sull'amicizia.

Ho nell’anima questo post da molti giorni, in realtà.

Ho avuto il tempo di affilarlo come un rasoio nella mente, di girarlo tra le dita come foglia di tabacco.
Tutto nasce da un  disagio, e la mia risposta al bel post di PdC non è che il fiume in piena da anni che finalmente ha travolto gli argini della mia riservatezza.

Sono accadute molte cose, da quel post, spiacevoli. Non ne parlerò qui, non è questo il luogo.

Anni fa, ero un po’ più giovane e feroce di ora, scrissi una lettera alla mia famiglia. Cercavo di spiegare il mio punto di vista sulla vita, la mia e la loro.

Questo è un estratto, e poi, se avrete pazienza, vi spiegherò cosa c’entra.

Penso alle “lezioni” che ho ricevuto sul dare e sul ricevere. Penso al mare chiuso in una bottiglia. 

Penso alla furiosa necessità matematica di ridurre un’espressione intricata ad un risultato il più possibile simile allo zero. Penso al vento costretto a farsi strada attraverso la fessura di una finestra chiusa.

I porcospini conoscono esattamente la bellezza del condividere e l’impossibilità – lacerante – di farlo.

La consapevolezza del “come dovrebbe essere” - che è nettamente in contrasto con il comportamento riconosciuto “normale” - non placa lo sgomento. La regola del gioco del branco dei “normali” è più o meno questa, almeno credo: meno sono in grado di offrire e più si sforzano di far finta di dare. D’altro canto, dare è più facile - a patto, ovviamente, di non essere affetti da complessi di privazione - poiché si dà esattamente quello che si vuole. Quindi, spesso si dà un niente ben confezionato: carta colorata in tinta col nastrino, morbida gommapiuma morale a proteggere l’inconsistenza del dono.

Ricevere è inesorabilmente più complicato, dal momento che difficilmente ci si accontenta di ciò che ci viene dato proprio perché si conosce il trucco.

Il porcospino non dà e non pretende altro che il noumeno.. del fenomeno non si cura poiché le manifestazioni del disordine interno (e del conseguente ordine esterno) gli danno solamente la misura della sua alterità. Spesso - troppo spesso - si osserva da un punto di vista non consueto ( ovvero, si perplime ) e le sue parole non hanno esattamente un valore universale – d’altro canto, è sempre così poco probabile che l’abbiano..

Continuo a pensare che sia pressoché impossibile illudersi di poter posare la testa sulla spalla di qualcuno: si finisce con lo scoprire che è sempre rimasta ben salda sul collo e, talvolta, che non esisteva affatto una spalla su cui poggiarla. Forse il vero problema dei porcospini è che pretendono troppo, da se stessi e dal genere umano:  pretendono abbracci non momentanei, coesione pura e non solo attimi di vicinanza relativa. Troppa necessità di comunicare porta inesorabilmente alla non comunicazione. E la fame di luna è il tormento di un lauto banchetto di primizie che si dissolvono continuamente, offerto a chi non è capace di fare pietanza di un frugale contorno.

Il contadino, accecato dal bisogno di mietere il più velocemente possibile, non ha tempo di fermarsi ad osservare la bellezza dei singoli frutti; i porcospini hanno occhi e mani affamate di bellezza e aculei troppo pungenti dentro di sè. Per chi è incapace di tollerare una distratta e casuale “distanza ravvicinata” non è tanto complicato toccare e farsi toccare quanto smettere di esplorare e di farsi esplorare in modo inconsueto - ovvero, secondo tempi e modi che quasi mai coincidono con le stagioni e le maturazioni altrui. E quel “quasi”, assieme a tutti gli altri "quasi" del mondo, non fa che accrescere la fame di luna.

…..” se mi comporto come un bravo cane
qualche volta mi gettano un osso….” (Pink Floyd)

Ogni aculeo spezzato mi insegna dolorosamente a diffidare di chi dichiara la propria comprovata infallibilità, così come di chi - continuamente - stipula vili patti di non aggressione col mondo esterno, esibendo con malcelato orgoglio la propria vulnerabilità alle bizzarrie della vita.

Cubetti di marzapane di granito: stessa forma squadrata, apparente diversa composizione, stessa funzione: costruire prigioni in cui circoscrivere pensieri in luminoso movimento.
Che dire, poi, del continuo affidare le proprie trame spirituali all'intervento risolutore di una divinità più simile al deus ex machina che ad un dio realisticamente indifferente?

Mi oppongo, come al solito, non facendo di me bersaglio o freccia.

Di tanto in tanto, parole gettate al vento tornano indietro, colpendo dolorosamente al volto: sono i "per sempre" pronunciati per mancanza di tempo, sono i "ti voglio bene" sussurrati per mancanza di fantasia. Sono sassi camuffati da  piume o, se preferisci, piume trasformate in sassi. Da quale incantesimo siano state mutate non è dato sapere e - probabilmente - non è neppure importante stabilire i confini tra ciò che è sasso e ciò che è piuma.

Tutto si confonde nei repentini entusiasmi di chi non è capace di farsi fiamma che scalda. Presumibilmente, il cammino in cui si sono confuse è quello segnato su cartine mendaci, quelle che indicano terra laddove si alternano le maree e verdi foreste laddove non c'è altro che spoglio deserto. 

Facile - troppo facile ed in troppi casi - ammantarsi di muschio odoroso per nascondere la nuda pietra, non avendo il coraggio di mostrare le proprie asperità al - possibile - duro colpo dei minatori.

Il volto che in un tempo ormai remoto s'era disteso per carezze credute profumate diventa maschera attonita e grottesca sotto i colpi di parole e gesti - già visti in altre occasioni e, per caso, con altri intenti - rivenduti come novelle perle di fiume.

Gli occhi si abbassano di fronte all'oscenità della visione del ritorno, le labbra si serrano per non porgere appigli nè suoni.

Nessuna umiliazione nel sottrarsi alla devastazione: per la prima volta, i porcospini smettono di torturarsi di domande per assaporare una nuova, assoluta mancanza di interesse nei confronti delle possibili altrui risposte.

e qui torniamo al post di PdC sull’amicizia.

Mi chiedo: cos’è l’amicizia? Cos’è davvero, intendo.

È scriversi messaggini smielati, mandarsi bacetti a stampo, uscire a prendere un caffè, leggere velocemente solo l’inizio e la fine di un post e poi commentare a sproposito, affermare se stessi sempre e comunque per cogliere fino all’ultimo raggio di luce riflessa? Stabilire patti di non aggressione?

Io sono una pessima amica.

Non frequento locali, non telefono mai, parlo a fatica. Non faccio domande personali, non indago, non insisto, non so stare in società, non sorrido a vanvera.
Io sono quella che nessuno si sognerebbe mai di invitare a cena o in vacanza. Sono una palla mortale.

Se invece l’amicizia è saper ascoltare, sapere quando tacere, rispettare i silenzi altrui, accettare di non essere sempre e comunque al centro dell’attenzione, difendere l’indifendibile e lavare i panni sporchi in privato ma  solo quando l’altra persona è pronta a farlo, essere sinceri e leali, riconoscere i propri difetti e anche quelli altrui..

Allora sono un’ ottima amica.

Ci sono momenti in cui è necessario essere soli con se stessi.

Se l’altra persona è una vera amica capisce che deve aspettare, farsi da parte, essere pronta a raccogliere i cocci se mai le verrà chiesto di farsi roccia.

Tutto il resto,
questo continuo sgomitare per mettersi in mostra,
questa gara a chi soffre di più,
a chi ha più confidenza,
a chi prova più affetto,
a chi è più buona e amabile
è estremo fastidio.

La maggior parte di quelli che ho conosciuto si relaziona all'altro in base a ciò che vuole ottenere.

Io, per mia sfortuna - o fortuna, a seconda dell'umore vespertino - sono abituata a non "volere" nulla da nessuno e, semmai, ad allontanarmi da ciò che non voglio. E, fin qui, credo sia abbastanza chiaro quello che voglio dire.

Non voglio imbarazzi nè disagi; non voglio limitazioni, nè premeditazioni né giochi di forza. Non voglio equivoci nè pianificazioni nè aggressioni latenti. Non voglio rammarichi nè scuse, nè sopportazioni nè sudditanze. Non voglio ansie e non voglio insegnare niente a nessuno. Non voglio restare in superficie, non voglio occhi che fingono attenzione, né mani che cercano di prendere senza darsi mai. Detesto amare per sottrazioni. Detesto sorridere per stabilire patti di non aggressione. Detesto esibire la mia parte migliore per costringere l'altro a fare altrettanto. Detesto dare e prendere solo la parte che, in quel momento, mi conviene.

Tutti “amate da morire”.
Non c’è nessuno capace di “amare da vivere”?

A me piace cacciare la testa sott'acqua fino a togliermi il respiro per vedere cosa c'è sotto, aprire porte chiuse per vedere cosa c'è dietro. Mi piace camminare senza meta in labirinti cerebrali per vedere oltre l'orizzonte. Mi piace lasciar spazio agli imprevisti ed agli incompiuti e guardare il mondo con occhi sorpresi. Mi piace vedere e capire. Capire e metabolizzare. Metabolizzare ed elaborare. Elaborare e tirar fuori altra voglia di vedere. Spirale infinita di pensieri ed azioni e nuovi pensieri. Cervello in evoluzione. Una corsa continua contro il tempo e la stanchezza. Non vedrò mai abbastanza. Non capirò mai abbastanza. Non abbraccerò mai abbastanza. Non mi darò mai abbastanza. Fortunosamente inseguo l'infinito.

Le emozioni e le osmosi sgomentano, qualcuno non regge l'impatto e costruisce grate e gabbie in cui imprigionare e definire.

Doctor Strange is always changin' size… mi rifiuto di far mia la smania umana di stigmatizzare definizioni per qualunque cosa: com'è possibile definire ciò che è continuamente mutevole - ovvero, il pensiero? Perché, ad ogni costo e calpestandone la variopinta molteplicità, isolare i componenti della miscellanea cerebrale e sentenziare ottusamente: “è così!” eliminando da quella cosa/persona/avvenimento le caratteristiche che non ci piacciono - o che in quel momento non ci fa comodo riconoscere - chiuderle nel cassetto e far finta che non esistano? Perché continuare a ragionare per sottrazioni? Mi piace perdere continuamente il controllo e riacquistarlo per poi riperderlo.. stupido, no? una gran perdita di tempo per tutti quelli che cercano una sistemazione comoda e definitiva. Ma tengo tutto dentro, quando posso e finchè posso.

È più forte di me: ogni volta che noto un cerchio che sta per chiudersi, punto i piedi e la schiena per evitare che i due tratti si congiungano per mai più riaprirsi.

Non è sempre facile vivere i propri silenzi ed i propri aculei ma è l'unico modo che mi somiglia.

Vi lascio con De Andrè

video

Evaporato in una nuvola rossa, 
in una delle molte feritoie della notte 
con un bisogno d'attenzione, d'amore 
troppo "Se mi vuoi bene piangi" per essere corrisposto. 
Valeva la pena divertirvi le serate estive con un semplicissimo 

"Mi ricordo.." 

per osservarvi affittare un chilo d'erba ai contadini in pensione e alle loro donne 
e regalare a piene mani oceani ed altre ed altre onde ai marinai in servizio, 
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli, 
senza rimpiangere la mia credulita'; 

perche' gia' dalla prima trincea ero piu' curioso di voi, 
ero molto piu' curioso di voi. 

E poi sospeso tra i vostri
 "Come sta?"
meravigliato da luoghi meno comuni e piu' feroci, 
tipo
 "Come ti senti amico, amico fragile? 
Se vuoi potro' occuparmi un'ora al mese di te!" 


"Lo sa che io ho perduto due figli?" 

"Signora lei e' una donna piuttosto distratta" 


E ancora ucciso dalla vostra cortesia 
nell'ora in cui un mio sogno - ballerina di seconda fila -
agitava per chissa' quale avvenire il suo presente di seni enormi 
e il suo cesareo fresco, 
pensavo 
e' bello che dove finiscano le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri 
"arrivederci" 
mi sentivo meno stanco di voi, 
ero molto meno stanco di voi. 

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a vederle spalancarsi la bocca. 
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male ad alta voce di me. 
Potevo barattare la mia chitarra ed il suo elmo con una scatola di legno che dicesse

"perderemo"... 


Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane, 
il mio e' un po' di tempo che si chiama 
"Libero". 

Potevo assumere un cannibale al giorno 
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle. 
Potevo attraversare litri e litri di corallo 
per raggiungere un posto che si chiamasse 
"arrivederci"..

E mai che mi sia venuto in mente, di essere piu' ubriaco di voi, di
essere molto piu' ubriaco di voi....

martedì 27 novembre 2012

C'è bisogno di rispetto.


Avrei voluto anch’io una vita facile
Una famiglia perfetta
Dei genitori amabili
Un fisico da top model ed il viso d’angelo.
Avrei voluto soldi per studiare in pace
L’automobile chiavi in mano a 18 anni.
Avrei voluto dei figli.
Invece no.

Ho una famiglia d’origine che è meglio perderla che trovarla
Una gabbia di matti
un fisico da cess model, la faccia da culo.
Ho iniziato a lavorare a 14 anni e mi sono sudata ogni singolo giorno di scuola e di università.
A 18 anni non ho ricevuto nemmeno gli auguri.
Sono una poliabortiva.

Nel tempo ho sviluppato una corazza che nemmeno un armadillo.
E aculei affilati.

Sono anni che non mi incazzo più per me.
Non mi piango addosso.
Cammino controvento.
Continuo ad incazzarmi per gli altri, però.
Divento furiosa quando sento stronzate.

Ora, questo post nasce da una risposta ad un post di Anna.

Anna è una poliabortiva come me, la conoscete penso tutti.
In questo momento vive sospesa in un limbo ingiusto e doloroso
Non sa se il suo bambino resterà con lei o no.

Solo chi c’è passato può capire davvero
Quanto sia difficile per noi sorridere
Specie quando siamo incinte.
Abbiamo visto troppo.
Abbiamo sofferto troppo.
Difficile lasciarsi andare
Vivere serenamente.
Ci arrangiamo come possiamo, tra alti e bassi, giorni in cui riusciamo ad immaginare i nostri bimbi adulti e giorni in cui non riusciamo a respirare per l’angoscia che ci prende.

Non si può dimenticare, non si può cancellare.
Se mai avremo un figlio non sarà quello che abbiamo perso
non lo ameremo di più o di meno
lo ameremo esattamente come tutti gli altri che non sono con noi.

E mentre siamo lì che ci barcameniamo
Tra la vita e la morte
Cercando di trascinare ore e giorni come possiamo
Ecco che arriva sempre “qualcuno” che
Per idiozia o per ignoranza ( o forse pure per cattiveria )
Vuole insegnarci come vivere.

Sono anni che sento frasi del tipo:

Ce la farai! La zia del cugino del cognato della sorella della nipote della mia parrucchiera ha perso tanti bambini ma poi ne ha fatti 2 bellissimi!

Ora, cara la mia ottimista ad oltranza, sappi che io non sono zia del cugino del cognato della sorella della nipote della tua parrucchiera e che forse per me le cose andranno diversamente!
Sono felice che la zia del cugino del cognato della sorella della nipote della tua parrucchiera ha avuto 2 bambini, purtroppo non è una garanzia che succeda anche a me!

“Devi crederci! Il pensiero positivo attira cose belle, quello negativo attira cose brutte!”

Quindi se credo fermamente di poter volare posso buttarmi dal Pirellone senza rischiare l’osso del collo?

Ma il peggio lo raggiungi quando vieni avvicinata da tristi figuri che, sempre per idiozia, ignoranza o cattiveria, ti insinuano il dubbio, nemmeno troppo velato, che sia tu la causa dei tuoi aborti.

È il medico che ti dice che non sei una brava chioccia. Come dire: tu non sei una vera donna!

È la parente che ti dice che hai mangiato troppo piccante o che hai dormito pancia sotto. Ed ho fatto pipì senza accendere la luce..

È la bigotta che ti dice che è la volontà di Dio. E per quale motivo Dio vorrebbe questo scempio? Manco fossi Hitler!

È l’amica che ti dice che tuo figlio “sente” che tu non ci credi abbastanza.

Vorrei dire che ci sono madri che i figli non li vogliono, restano incinte per caso e poi ( sacrosanto diritto ) abortiscono. Il bimbo non le sente? Perché non si suicida invece di costringere la donna scriteriata al raschiamento?

Vorrei dire che ci sono madri che nemmeno si accorgono di essere incinte e dopo 9 mesi mettono al mondo bimbi bellissimi senza capire come hanno fatto, senza aver preso acido folico, mangiato correttamente, smesso di fumare ecc. ecc. e, soprattutto, senza aver inviato alla creatura nessun pensiero positivo!

Vorrei dire che ci sono madri che si fanno di alcool ed eroina. Mi sono trovata a partorire mia figlia Jasmine - morta sine causa nella mia pancia quando il giorno prima avevo fatto un’eco e andava tutto bene e il giorno dopo, non sentendola muovere, sono andata in ospedale e mi hanno detto che era morta – assieme ad una ragazza che al nono mese s’era fatta un’overdose di eroina.
Sua figlia è nata viva e quasi in buona salute, è stata disintossicata. Questa madre le ha inviato pensieri positivi? Sua figlia ha scelto prepotentemente di avere una madre tossica? Io non ero abbastanza figa per mia figlia e quindi s’è suicidata?

Viviamo come possiamo.

Confortateci, piangete con noi, fate i giullari per farci sorridere, dateci speranza, aiutateci a raccogliere i cocci.
Raccontateci pure le vostre esperienze, ma senza la presunzione di pensare che saranno anche le nostre.

Però prima di parlare, prima di giudicare
Fermatevi..
Abbiate rispetto.

lunedì 26 novembre 2012

Inno alla vita

Sono talmente contenta che non riesco neppure a scrivere..

sono nate due stelline che aspettavamo tutti con gioia ed impazienza

Francesca Romana di Lucy

e

scoop degli scoop ( maddekè.. lo sanno tutti anche se la mammina giustamente si sta godendo il momento e mica pensa a noi eh.. )

Cecilia di Silvia

ciao bellezze

virtualziaprezzemolinaAdelia vi sbaciucchia tutte e vi augura una buona vita

e se un giorno mai ci incontreremo vi regalerò un bel gelato maxi!

mi raccomando.. fate disperare i vostri genitori :oD



C'è anche Riccio di MaMmAcICoVa

a farvi da cavaliere :o)


domenica 25 novembre 2012

Uomini, mezzi uomini e quaquaraquà

L'Egitto
il mio Egitto
è di nuovo in piazza.
morsi - volutamente minuscolo - si è attribuito potere assoluto con un decreto.
Il popolo è di nuovo in piazza, ci sono stati scontri, la polizia ha eretto muri di blocchi di cemento sulle principali strade che portano nei luoghi del potere.
Feriti, lacrimogeni.
Ascolto Al Jazeera e piango.
Non c'è pace.
Io non avrei votato nè morsi  - volutamente minuscolo - nè shafiq  - volutamente minuscolo -
avrei votato Sabbahi
la mia famiglia l'ha votato compatta, ma non è abbastanza.
A quel punto ci siamo detti
vediamo cosa farà.
Schifo. Ecco cosa fa.
sempre salafita è..

Deve andarsene

è peggio di mubarak  - volutamente minuscolo.

I miei figli sono di nuovo in piazza
il mio cuore è con loro.


venerdì 23 novembre 2012

L'ignoranza regna sovrana!

Ora
magari posso anche non dare questa impressione così a prima vista
però sono una che, quando vuole, riesce a parlare correttamente in italiano.
e anche a scrivere :o)

ieri cercavo una cosa in internet
l'ultima versione di flash player
ho digitato

qual è ....

mi è venuto  fuori questo:


Forse cercavi: qual'è 


COOOOOOOOOOSA?????

Crisi isterica e pianto convulso con la fronte appoggiata sul Devoto Oli..



mercoledì 21 novembre 2012

A Sud


C’è qualcosa
A sud del Sud
Che mi appartiene
Da sempre.
Non mi sono mai riconosciuta nella mia immagine allo specchio
Questi capelli rossi, questa pelle bianca.
Mi guardavo e non mi riconoscevo.
Io volevo essere africana.
Volevo quei colori, quei ritmi, quello sguardo sull’infinito.

Sono cresciuta con stizza nei miei panni da simil-irlandese.
Sognavo di sposare Omar Sharif.
Sapete quelle domande sceme che si fanno alle bambine
“Chi vuoi sposare da grande?”
Mia sorella rispose
“Danny Kaye”
lo aveva appena visto in un film nei panni di Hans Christian Andersen.

Io, che ero troppo piccina per saperne il nome, indicai la tv e dissi

“LUI”

E quel lui era Omar Sharif nei panni del Dottor Zivago.

Calò un silenzio fra gli astanti cui ho saputo dare spiegazione solo dopo molti anni.

La prima volta che ho sentito un Muezzin non sapevo neppure cosa fosse, ero andata con i miei cugini grandi ad un Festival musicale.
Quando sul palco salì questo africano - vestito bianco e notte alle spalle - e cominciò ad intonare quello che molti anni più tardi avrei chiamato “Adhān” , scoppiai a piangere.
I miei cugini si stizzirono pensando che io fossi semplicemente troppo piccola e spaventata dalla situazione inconsueta.
Io piangevo tutte le mie lacrime senza sapere perché.
Ancora oggi quando ascolto l’Adhān, indipendentemente dall’aspetto religioso della faccenda, non posso trattenermi.
Una presa di coscienza.
L’appartenenza.
Casa.
Finalmente una spiegazione al mio disagio
alla mia avversione nei confronti di tutto ciò che è piatto.

Sono nata qui per caso, lo so, l’anima avrà sbagliato strada e si sarà infilata per disperazione nella prima donna che ha trovato.
Ma io non dovevo essere qui.
La mia anima ha sbagliato sponda di Mediterraneo. Ne sono certa.
I miei pensieri, il mio agire, il mio modo di vivere hanno radici molto più a sud.

La prima volta che sono andata a casa, in Africa, non volevo più tornare qui.
Sono pentita di averlo fatto, un giorno vi dirò.

Ma quando sono stata nel deserto allora si, allora ho capito tutto.

Il mio sangue è sabbia e gli occhi sono dune.
E tramonti e profumi e notti di stelle.
Il mio corpo è chai profumato di cardamomo e le mie lentiggini sono henna.
Ed il blu che si intravede sottopelle non è una vena ma indaco lasciato dal tagelmus.


Tra poco la “mia” Clara partirà

Verso il suo Sud.

Ci vedremo a metà strada, lo so, quando anch’io avrò raggiunto il mio.

Saliremo ognuna sulla sua terrazza
con una tazza di chai profumato tra le mani
guardando l’una in direzione dell’altra
con il sole di fronte e alle spalle
mentre il cielo si tingerà lentamente di color zucca e di alcanna d’oriente
fino a quando i corvi e le colombe andranno a dormire.

lunedì 19 novembre 2012

L'angolo delle occasioni! Il mercatino on line!


Natale è tempo di regali

se volete regalare un sorriso non solo alle persone che vi sono vicine ma anche
a chi è meno fortunato visitate il mio mercatino on line


http://artedellapazienza.blogspot.it/p/natale-si-avvicina.html
mi raccomando... :o)

domenica 18 novembre 2012

Roba da gatti... l'esibizionista!

Purtroppo è molto difficile riuscire a fotografare il Signor Bi, Fusibile e Mishmish
quindi mi sfogo su Fahres
che è un vero esibizionista!

mi preparo per la notte, baby

intanto ammira il mio profilo greco

e qui farei partire un Rod Stewart d'annata in piena crisi ormonale..



poi guardate le altre fotine :o)

If you want my body

and you think I'm sexy

C'mon sugar let me know!

If you really need me just reach out and touch me

come on honey tell me so

Tell me so baby

sabato 17 novembre 2012

Smisurata preghiera!!!

Dopo tante belle notizie
e apprensioni
timori
euforie
ripensamenti (miei) sull'opportunità di festeggiare

dedico a tutte le panzerotte presenti e future - e perchè no, anche passate -
l'unica preghiera che sono in grado di recitare  cantare





Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti

alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere



mercoledì 14 novembre 2012

Anime salve. Aspetta chi ha aspettato..


Chi mi segue sa che sono una mamma di 11 bambine mai nate
Una poliabortiva sine causa, per dirla coi dottori.

In questo momento molte amiche, blogger e non, aspettano un bambino o sono in attesa di sapere se la sofferenza che hanno affrontato si trasformerà in gioia, finalmente.


Tutti esprimono un parere
tutti dispensano consigli
tutti possiedono aneddoti
e stringono la verità in mano.

Purtroppo non siamo scienza esatta.

Non sono qui per illudervi o rincuorarvi, ma solo per dirvi: tappatevi le orecchie, lasciate stare, ringraziate con un sorriso, evitate discorsi. 

Riprendetevi la vostra vita ed il vostro tempo.

Delle mie 11 gravidanze nessuna è stata uguale all’altra.
Ho sempre avuto delle beta bellissime, questo si. Ma a cosa è servito?

Per il resto..

Ho avuto gravidanze in cui ho vomitato anche il midollo, fin dal primo giorno. Sono arrivata al punto di bere acqua per poter avere qualcosa da vomitare.
Ho avuto gravidanze senza una nausea.

Ho avuto gravidanze con doloretti da rosse che mi facevano correre in bagno a controllare ogni 5 minuti.
Ho avuto gravidanze senza alcun doloretto.

Ho avuto perdite di sangue e la gravidanza è proseguita per qualche mese.
Nessuna perdita di sangue ma mia figlia non c'era più.

Nel 2007, appena rimasta incinta, ho iniziato a starnutire ma non una, mille volte di seguito, per giorni interi. Mi si è chiuso il naso, le mucose erano gonfie, non c’era muco e non c’erano farmaci che me lo stappassero. È rimasto così per un anno intero, anche dopo l’aborto. Poi una mattina mi sono svegliata ed ho scoperto che riuscivo a respirare dal naso, ormai avevo la bocca e la gola talmente screpolata da non riuscire ad ingoiare.

Un fedele compagno di tutte le mie gravidanze è il mal di denti, precisamente infiammazione del trigemino. Una vera gioia. Non puoi prendere farmaci ( o, meglio, non prendo mai e men che meno se penso di essere incinta ) e il dentista mi ha devitalizzato un dente SANO senza anestesia..

Siamo talmente diversi addirittura da noi stessi che non è possibile paragonare, confrontarsi, raggiungere certezze con chi è altro da noi.

Solo il tempo può dirci se siamo incinte, se ce la faremo a guardare i nostri figli negli occhi, se…

E il tempo fa ciò che vuole, si restringe e si dilata, si ferma e diventa verticale, se vuole, come ha scritto la mia amata Clara nel suo post.


Auguro a tutte voi

Ogni bene possibile
E anche quello impossibile.


video



lunedì 12 novembre 2012

Fattallà!


C’è una grande ipocrisia nelle persone
Che innalzano barriere
Che impongono nomi alla terra
E issano gonfaloni su  proprietà pubbliche.
L’Italia agli italiani!

“Io quando vedo in TV quei poveri negretti (!) che muoiono di fame cambio canale perché mi si stringe il cuore”.

Signora bella, si rende conto che quei poveri negretti (!) che muoiono di fame, se riescono a diventare adulti cercano di sopravvivere anche imbarcandosi su un guscio di noce e sfidando il mare, per poi arrivare qui e sentire che non ci possono stare, che non hanno il diritto?
Si rende conto che sono gli stessi?
Perché da bambini denutriti le fanno pena e da adulti le fanno schifo?
E se delinquono, perché delinquono come ogni altro essere umano, devono essere puniti il doppio perché sono stranieri. “Un ladro italiano c’ha più diritto perché, se ruba, ruba a casa sua!”

“Noi italiani quando siamo emigrati mica facevamo tutto sto schifo qui!”

Ah no, signora?
C’è un libro illuminante.
“L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” scritto ormai qualche anno fa da Gian Antonio Stella.
Glielo consiglio, signora.
Sono documenti storici, stralci di denunce, articoli di giornali.
Ora non pretendo che lei si convinca ad acquistarlo.. le lascio il link, ci dia un’occhiata.


e un grafico preso sempre dallo stesso sito.




“Ognuno a casa sua!”


Perché l’Italia agli italiani ( o la Germania ai tedeschi, la Svezia agli svedesi.. fa lo stesso ) e il Terzo Mondo al Primo Mondo?
Voi che amate riempirvi la bocca e la pancia e le casse con le ricchezze dell’Africa o dell’Asia o del Sud America perché non ve ne state a casa vostra e cercate di sopravvivere con quello che avete?

Lasciateli stare, smettete di depredare, di usare come discarica, di devastare.
Le vacanze fatevele a Rimini.
Cercate l’oro nella Serchia e il petrolio in Val d’Agri perché nessuno morirà più per estrarre il coltan che vi serve per far funzionare i cellulari, i diamanti per ingioiellarvi, il gas per cuocere la casseola, il petrolio per guardarvi la partita su Sky.

Basta guerre, basta morti, basta fame.

Basta a questo sistema canceroso di furti spacciati per aiuti umanitari dati a chi è schiavo per colpa vostra.

Basta alle ridicole risoluzioni ONU alle guerre create ed alimentate ad arte dai mercanti d’armi sottobanco!

L’Italia condanna la guerra ma produce mine antiuomo e altre strabilianti tecnologie di morte.

La Russia è contraria alla guerra in Siria ma fornisce le armi a Bashar Al Assad.

La Cina è contraria alla guerra ma s’è comprata mezzo Sudan e sfrutta il petrolio fino all’ultima goccia istigando guerre e massacri.

Israele vuole la pace ma continua a massacrare la Palestina.

Gheddafi era un dittatore violento e violava ogni diritto umano ma lo pagavate profumatamente  per pattugliare le coste ben sapendo come gestiva la faccenda.

Tutti tirano il sasso e nascondono la mano.

E potrei continuare a scrivere righe su righe, pagine su pagine, gettare parole al vento e perle ai porci.

Devo trovare un cavillo per fottere il sistema di merda che avete costruito.

Perché non è vero che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.

I veri duri cominciano a giocare - ed a divertirsi - quando con un solo misero granellino di polvere inceppano il meccanismo del vostro gioco.

domenica 11 novembre 2012

Ci sono lucertole e lucertole


Detesto essere una lucertola.

Aspettare che il sole scaldi il mio corpo e mi restituisca alla vita mi indispettisce. Se almeno riuscissi a smettere di pensare starei meglio, il “vorrei ma non posso” mi snerva.

Le formiche di notte mi fanno i dispetti, mi passano sopra e qualcuna mi tocca pure dove non deve, la svergognata!
Una volta una larva mi ha sputato in un occhio. Si, proprio in un occhio.
Perché loro, bastarde, pensano che io stia dormendo.
Io invece non dormo.
Sono solo fottutamente impossibilitata a muovermi.

Anche di giorno non c’è pace.
Ma vi sembra che una povera lucertola non possa starsene tranquilla a scaldarsi le ossa su un bel muretto a secco che subito qualcuno deve per forza passarle vicino.
E giù salti nel primo buco a disposizione, al buio.
E magari ci trovi pure un ragno, che è un bel bocconcino da sgranocchiare per ingannare l’attesa..
ma, cazzo, la ragnatela mi si appiccica dappertutto.
E tutto questo dentro e fuori non mi fa mica bene.
Sono isterica e piena di reumatismi.
L’altro giorno parlavo con la Salamandra
Mi fa
“Perché non ti butti pancia all’aria e fai finta di essere morta?”
E già.. e se poi non funziona?
Con la crisi che c’è, tra un po’ si mangiano pure i sassi, figurati un bel bocconcino come me!
E poi io sono pudica, mica come te che fai vedere la pancia a tutti!

E poi vogliamo parlare della coda?
Mi ingombra ecco. E non mi piace.
Me l’hanno staccata un sacco di volte e quell’impunita è ricresciuta.
Ma, dico, è normale?
Una volta me la sono staccata da sola per fare un lavoro fatto bene.
Manco a dirlo, è tornata. (e meno male che è una sola, ad una zia di mia mamma gliene sono ricresciute ben due. Una tragedia che non ti dico, è pure rimasta zitella, poverina. )
Fosse almeno bella!
Ne ho viste di fantastiche, tutte colorate e morbide, arricciate all’insù che paiono uscite da una copertina di Vogue.
Invece la mia è tozza e mi fa il culo grosso.
La detesto, ecco!

E gli occhi? Vogliamo parlare degli occhi?

Piccoli, sempre cisposi, mai che possa mettere su un po’ di kajal e che ci resti, devo sempre fermarmi vicino alla fontana per rifarmi il trucco!
Insomma, una vitaccia!

E tutto questo per trovare uno straccio di lucertolo che mi porti via.
Che poi nella migliore delle ipotesi la sera se ne torna nel suo buco senza nemmeno salutarti e chi s’è visto s’è visto.
E tu resti con le uova fatte e a pancia vuota, che manco un moscerino t'ha offerto!
Ecco!
Ah ma a me non mi fregano mica.
Io aspetto. Io valgo!
Prima o poi lo trovo, quello giusto.
Certo, nel frattempo devo tenermi un po’ su, farmi notare, insomma.
Distinguermi dalla massa.
Io sono una femmina femmina, mica una di quelle che si accontenta del primo che passa e dopo cinque minuti sono già a rotolarsi tra le zolle..
E già!
Ti piacerebbe eh?
Va ..va .. ci vuole ben più di un mazzo di larve per impressionarmi.
Gira al largo va, non sono tipo da accontentarsi della prima lapide spaccata in un misero cimitero di campagna, io.
Io penso.
Io sogno.
Io voglio vedere il mondo!

E tu..
Hey .. dico a te!
Che c’hai da guardare?
Non hai mai visto una lucertola?



venerdì 9 novembre 2012

Nobody home. Io ed i Pink Floyd

Questa canzone mi appartiene
mi scopro a cantarla tra me e me, ogni giorno, da anni.
Non importa che io sia triste o allegra.
Sono io. E' per me.

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Stamattina apro la posta e, magicamente, ritrovo la mia amata Clara
il suo nuovo blog

http://green-is-thecolourofherkind.blogspot.it/

ed i Pink Floyd.

Che bella giornata :o)


giovedì 8 novembre 2012

Lene Lovich

Sognante
bellissima
irriverente
cupa
fredda
emozionante
folle
saggia

Tutto e il contrario di tutto. Questa è Lene Lovich.

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