lunedì 12 novembre 2012

Fattallà!


C’è una grande ipocrisia nelle persone
Che innalzano barriere
Che impongono nomi alla terra
E issano gonfaloni su  proprietà pubbliche.
L’Italia agli italiani!

“Io quando vedo in TV quei poveri negretti (!) che muoiono di fame cambio canale perché mi si stringe il cuore”.

Signora bella, si rende conto che quei poveri negretti (!) che muoiono di fame, se riescono a diventare adulti cercano di sopravvivere anche imbarcandosi su un guscio di noce e sfidando il mare, per poi arrivare qui e sentire che non ci possono stare, che non hanno il diritto?
Si rende conto che sono gli stessi?
Perché da bambini denutriti le fanno pena e da adulti le fanno schifo?
E se delinquono, perché delinquono come ogni altro essere umano, devono essere puniti il doppio perché sono stranieri. “Un ladro italiano c’ha più diritto perché, se ruba, ruba a casa sua!”

“Noi italiani quando siamo emigrati mica facevamo tutto sto schifo qui!”

Ah no, signora?
C’è un libro illuminante.
“L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” scritto ormai qualche anno fa da Gian Antonio Stella.
Glielo consiglio, signora.
Sono documenti storici, stralci di denunce, articoli di giornali.
Ora non pretendo che lei si convinca ad acquistarlo.. le lascio il link, ci dia un’occhiata.


e un grafico preso sempre dallo stesso sito.




“Ognuno a casa sua!”


Perché l’Italia agli italiani ( o la Germania ai tedeschi, la Svezia agli svedesi.. fa lo stesso ) e il Terzo Mondo al Primo Mondo?
Voi che amate riempirvi la bocca e la pancia e le casse con le ricchezze dell’Africa o dell’Asia o del Sud America perché non ve ne state a casa vostra e cercate di sopravvivere con quello che avete?

Lasciateli stare, smettete di depredare, di usare come discarica, di devastare.
Le vacanze fatevele a Rimini.
Cercate l’oro nella Serchia e il petrolio in Val d’Agri perché nessuno morirà più per estrarre il coltan che vi serve per far funzionare i cellulari, i diamanti per ingioiellarvi, il gas per cuocere la casseola, il petrolio per guardarvi la partita su Sky.

Basta guerre, basta morti, basta fame.

Basta a questo sistema canceroso di furti spacciati per aiuti umanitari dati a chi è schiavo per colpa vostra.

Basta alle ridicole risoluzioni ONU alle guerre create ed alimentate ad arte dai mercanti d’armi sottobanco!

L’Italia condanna la guerra ma produce mine antiuomo e altre strabilianti tecnologie di morte.

La Russia è contraria alla guerra in Siria ma fornisce le armi a Bashar Al Assad.

La Cina è contraria alla guerra ma s’è comprata mezzo Sudan e sfrutta il petrolio fino all’ultima goccia istigando guerre e massacri.

Israele vuole la pace ma continua a massacrare la Palestina.

Gheddafi era un dittatore violento e violava ogni diritto umano ma lo pagavate profumatamente  per pattugliare le coste ben sapendo come gestiva la faccenda.

Tutti tirano il sasso e nascondono la mano.

E potrei continuare a scrivere righe su righe, pagine su pagine, gettare parole al vento e perle ai porci.

Devo trovare un cavillo per fottere il sistema di merda che avete costruito.

Perché non è vero che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.

I veri duri cominciano a giocare - ed a divertirsi - quando con un solo misero granellino di polvere inceppano il meccanismo del vostro gioco.

19 commenti:

  1. Adelia bella, come hai detto tu in un commento ad un post di Clara il problema siamo noi uomini. Alcuni di noi. La maggior parte. Quella che conta, quella che fa le regole e le applica e fa credere che ci siano solo quelle. L'ingordigia, il potere fottono più della coscienza. Sempre. Lo hai detto tu. Un misero granellino in un mare di sabbia.
    Io grido, come te.
    Abbraccio.
    Raffaella

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    1. è che io lo sto cercando disperatamente, quel sassolino.

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  2. Tempo fa lessi un articolo su Repubblica:
    "Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
    Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
    Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
    Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
    Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
    Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
    Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
    Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
    I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
    La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni
    che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
    La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
    Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
    PS Tra gli emigrati non vi erano solo gli italiani del Sud Italia, ma vi erano anche gli italiani del Nord-Est (veneti-friulani-ecc)

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    1. si, c'è anche questo ne l'orda.

      grazie per averlo postato!

      un abbraccio

      (oggi sono inviperita)

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    2. Mon dieu! La roscia inviperita!!

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    3. anche le rosse
      nel loro piccolo
      si incazzano :o)

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  3. Ade, voglio ripromettere a me stessa di IMPEGNARMI per cambiare le cose nel mio piccolo, educando chi mi sta a fianco aiutando dove posso.. ecco dopo aver letto questo mi è venuto voglia di fare !

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  4. Sono figlia di emigranti veneti in sudamerica. Non è stata una passeggiata, esattamente come per chi emigrava negli stati uniti o in germania.
    Erano altri tempi, come si fa a paragonare oggi con ieri come superficialmente fanno in tanti?
    Come sottolinei tu ed altre nei commenti, siamo tutti i terroni di qualcun altro.
    Ma finché molti credono che fortuna=merito, la vedo dura raddrizzare il mondo.

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    1. ciao cara
      io ho parenti in tutto il mondo
      c'è chi ha fatto fortuna, come dici tu, e chi no.
      quello che mi infuria è il negare la vita a priori
      dire tu no in base alla razza, alla provenienza, alla lingua, alla religione.

      io credo che tutti noi siamo fortunati, non dico mai
      "io sono onesta"
      "io non lo farei mai"


      dico sempre
      "fortunatamente finora non mi sono mai trovata in condizioni tali da.."
      fortunatamente sono nata in italia, ma è solo fortuna.
      dovremmo ricordarcelo più spesso e metterci nei panni degli altri.

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  5. Oggi stavo per spaccare la faccia a una signora in autobus perché continuava a dire, c'è puzza c'è puzza e indicava un ragazzino del nord Africa.
    Sì, c'è puzza, e puzzi tu signo' che non ti sei mai schiodata da casa tua e della tua tv del caxxo. Sì, signora. Io puzzo e sono fiera di essere immigrata, terrona, sporca ebrea negra comunista insomma ci siamo capiti.
    W le differenze, sane e costruttive.
    (Perdona lo sfogo, Adelia)

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    1. E ovviamente talebanissima ;-)

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    2. sfogati sfogati!
      oggi è una giornata di merda!
      ma ti dirò ..

      e s'è rotta pure la caldaia.. giusto per..


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  6. Ah, e grazie per aver citato quel libro, non lo conosco, e rimedierò. Buona serata

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    1. stasera non lo sarà.. ma grazie per l'augurio.
      ti bacio, granellino mio

      Adelia

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  7. come ti capisco, lotti contro i miei stessi mulini a vento ;)

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  8. Il coraggio di dire le cose come troppo spesso stanno. Ecco cosa c'è in questo post.

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    1. è che dirlo non serve
      non basta
      non sfama
      non disseta
      non inceppa il meccanismo.

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grazie per avermi letto
mi spiace perchè, a causa della maleducazione di qualcuno, ho dovuto fare in modo che non si possa commentare in modo anonimo e che il tuo commento possa apparire solo dopo la moderazione.
perdonami e grazie ancora per la pazienza!
Adelia