domenica 30 dicembre 2012

L’ennesimo buon motivo per odiare Facebook



Che io non abbia un buon rapporto con i vari Facebook, Twitter e compagnia cantante è cosa nota. 

Non riesco a “gestire” troppe persone e questo sicuramente è un mio limite, ma proprio non riesco.
Per me, a parte lo stare da sola ed in silenzio, la situazione ideale è una conversazione a due: già in tre comincio ad avvertire le prime difficoltà, in quattro la mia fuga è garantita.

Mi piace ascoltare la persona che ha scelto di parlare con me, mi piace riflettere e darle una risposta se occorre. E mi piace che la persona con cui ho scelto di parlare faccia altrettanto.

Tutto il resto è circo.

Detesto tutto quel “se sei contro questo clicca su mi piace”, “se lo ami anche tu condividi”, le foto smielate con perle di saggezza da baci perugina, sapere che a tizio a caio piace dash o cillit bang! Ma come cazzo si fa a cliccare su “mi piace” per un detersivo o ad essere fan di un biscotto? Mah….

Ad ogni modo, io su Facebook sto davvero raramente, malgrado Samira intasi il mio profilo di “amici” che non so davvero chi siano e di richieste provenienti dalla sua ossessione, un giochino che si chiama Castleville. Capita, però, che ci butti un occhio, fosse solo per controllare che Samira non veda/legga cose non adatte alla sua età.

E allora scopro richieste di amicizia improbabili, di persone  che non vedo e non sento volutamente da anni.
Una in particolare mi perseguita: mi ha chiesto l’amicizia e l’ho ignorata.
Me l’ha richiesta e l’ho ignorata.
Mi manda messaggi tipo "…ma non ti ricordi di me??”

Si che mi ricordo, brutta stronza, perciò non ti rispondo!!!!

Le persone che volevo accanto a me le ho sempre “vissute”, anche quando si trovano dall’altra parte del Mediterraneo, anche se non le vedo da anni. Ci siamo spediti lettere vere in carta e inchiostro, chiamati al telefono, poi nell’era di internet ci siamo mandati mail, abbiamo chattato perché è più economico ed immediato che scendere alla cabina all’angolo con un kg di gettoni.

Tutti gli altri li ho volutamente lasciati indietro a dimenticare il mio nome. Figuriamoci se ora, alla mia veneranda età, me li devo ritrovare attaccati alle ovaie!

Da ieri sera ho un altro buon motivo per odiare Fb.

Mi ha contattato una persona, il messaggio è questo:

“Ciao bella ma non ti è passato un giorno, sei la stessa di tanti anni fa! Io vivo a Londra e faccio il Dj ed ho fatto pure una comparsata nell’ultimo film di XXXXXXXXXX blablabla vieni a trovarmi su www………. E se passi da Londra telefonami al xxxxx che passiamo la notte assieme!”

Azz.. un vero gentleman!

Che vuol dire “Se passi per Londra?” io la spesa la faccio sotto casa, mica a Piccadilly Circus!
E poi perché dovremmo passare la notte assieme? Che faccia tosta!

Comunque…

Lì per lì il nome non mi aveva ricordato niente, al che ho aperto il suo profilo e m’è preso un  colpo: ho visto un tizio tristissimo botulinicamente inespressivo gonfio di alcolici e notti insonni come una vescica da scarpa stretta, un cinquantenne finto giovane con tanto di cappello con visiera al contrario in perfetto stile rapper di Roccacannuccia ( e chiedo scusa agli abitanti di Roccacannuccia ).

Comunque..

Questo tizio triste di cui non ricordavo l’esistenza mi ha contattata chiedendomi l’amicizia.

E chi cazzo sei, Ragionier Filini travestito da Puff Daddy???

Al che mi sono rivolta alla mia comare di fiducia, la quintessenza del pettegolezzo, la regina del gossip, l’annientatrice dei miei nemici ( che poi sono anche i suoi per diversi motivi ), un altro reietto dei nostri compaesani, colui che ho dovuto bloccare perché mi intasava il diario Fb di uomini (?) ignudi in pose languide e Samira mi faceva troppe domande sui tanga:  Zio Peppino!

Lui sa sempre tutto di tutti e tanto ha la bocca cucita per quanto riguarda le cose che riguardano i suoi amici tanto ce l’ha smodatamente spalancata per quanto riguarda chi amico non è.

Mi è bastato dirgli

“Zio, ma questo chi è??”

E mi si è spalancato un mondo, mi sono ricordata!

All’epoca, nel suo genere, era un figo. Troppo Duran Duran e bianchiccio per i miei gusti, ma in un paesino come quello in cui sono nata non poteva non fare la sua porca figura quando, d’estate, veniva da  Napoli con tutta la famiglia per le ferie.
Una sera il pub in cui lavoravo organizzò un fantastico concorso.. “Il più bello di xxxxxxx”.
Data la scarsità di fauna, furono costretti ad accettare anche gli oriundi.
Manco a dirlo, il Duran Duran dei Quartieri Spagnoli stravinse in un tripudio di fans allupate scatenate!
Devo dire che, mentre servivo fiumi di birra, visti i concorrenti avrei scelto pure io il clone dandy.
O suo fratello, che si piazzò secondo. Una famiglia a cui piaceva vincere facile!

Comunque…

Se ci sono rimasta male io a vederlo ridotto così, io che non lo avrei voluto nemmeno come scopino del cesso, chi glielo dice alle sue fans?

lunedì 24 dicembre 2012

Do you know it's christmas? Non per me.


È lacerante non essere madre.
Una madre normale, intendo, una che partorisce e vede crescere i suoi figli.
Da qualche parte, in me, c’è ancora l’ovattata illusione che prima o poi… magari il mese prossimo..
Ma razionalmente lo so benissimo che ogni giorno che passa mi spinge un po’ di più la testa sotto il pelo dell’acqua, è un punto di non ritorno, una giornata persa. Un’ ovulazione sprecata
Sono stanca di sentire che ce la posso fare, che a 44 anni non sono poi così vecchia, che ho ancora due ovaie da ventenne. Io non sono una ventenne. Io non sono le altre. Io non sono l’amica che è rimasta incinta quando ormai non ci credeva più.
Against all odds vale per le altre, non per me.
Sono stanca di compassione, di mezze domande, di insinuazioni, di pacche sulla spalla.
È semplice.
Alcune si altre no.
Un caso, una sfortuna.
Come l’autobus che ti chiude le porte in faccia, l’ultima sigaretta che si bagna, il tacco che si rompe.
Con chi te la prendi?
Va bene, puoi imprecare quanto vuoi, certo, ma la situazione non cambia.
Allora te ne devi fare una ragione, devi sopravvivere.
E ci riesci bene finchè tieni in aria tutte le palline che hai lanciato come un bravo giocoliere.
Ma a volte l’imprevisto..
L’imprevisto ha il volto di uno sconosciuto che ti chiede
“Lei ha figli?” e tu rispondi di no, che non ne hai, perché non puoi mica metterti lì a raccontare che ne hai 11 ma non sono con te.
L’imprevisto è un bambino che si arrabbia e ti dice
“Tu non sei la mia mamma”
Ed ha ragione, tu non sei la sua mamma. Sei solo una che ne fa le veci all’occorrenza. Manco una baby sitter, perché quelle si fanno pagare, hanno un ruolo definito da tale ora a tale ora.
L’imprevisto è una donna che ti dice
“Tu non puoi capire.. non sei mamma”
Ed ha ragione, tu non sei mamma. Non come lei.
Tu non hai passato notti a vegliare su tuo figlio con la febbre, non l’hai accompagnato con la morte nel cuore ed il sorriso sulle labbra il primo giorno di scuola, non ti sei vergognata per le sue bravate, non ti sei inorgoglita per i suoi bei voti, non l’hai visto soffrire per amore. Non!
O magari l’hai fatto, ma non erano figli tuoi, non vale, non conta, non è abbastanza.
Non lo è geneticamente. Non lo è moralmente. Non lo è fisicamente.
Non l’hai concepito. Non l’hai aspettato. Non l’hai partorito.
È arrivato bell’ e fatto come un  buffet dal catering.
Sei in prestito, part time, one shot.
Questo, agli occhi della gente, fa di te una mamma di serie B.
E comunque sei una donna di serie B, anzi, non sei nemmeno una donna perché le donne hanno utero e ovaie che funzionano per 9 mesi.
In te c’è qualcosa di perverso, di sbagliato.
Tu i tuoi figli li hai persi, li hai sepolti, li hai covati male. Oppure non sei stata capace neppure di rimanerci, incinta.
Fai paura. Rischi di contagiare. Metti in imbarazzo.
Ci sono quelle che smettono di parlare dei loro figli proprio quando arrivi tu, così puoi partecipare al nuovo discorso.
Ci sono quelle che ne parlano come se fosse una grande disgrazia, così tu non ti mortifichi troppo e puoi pensare “che culo che ho.. non mi devo preoccupare di tante cose, sono più libera e posso andare e venire a mio piacimento!”
Ci sono quelle che addirittura dicono di invidiare TE  perché tu non ti sei rovinata la linea, non hai il prolasso, puoi disporre del tuo tempo come vuoi.
Una delle cose che mi dicono più spesso è che io posso assecondare tutte le mie passioni perché non ho figli da gestire, che ho tanti animali perché ho carenze affettive da colmare, che mi preoccupo degli altri perché spero che un domani qualcuno si prenda cura di me.
Si, perché io se resto qui invecchierò e sarò sola, non ci saranno figli e generi e nuore e nipotini al mio fianco.
Morirò sola e magari mi troveranno dopo un po’ di giorni, quando i vicini non ne potranno più del cattivo odore che si insinua sotto la porta.
Allora mi devo difendere, fare la faccia più da stronza che posso e dire
“Non ne ho voluti, detesto i bambini!”
Perché preferisco che mi credano una bastarda senza cuore piuttosto che mostrare loro quanto mi fa male il solo respirare.
Perché i miei figli non l’hanno mai potuto fare.
E questo mi uccide, giorno dopo giorno.

giovedì 20 dicembre 2012

che bel natale..


Non saprei dire quando ho capito DAVVERO che non sarei mai stata madre.
Forse l’ho sempre saputo ma, ostinatamente, ho inseguito il mio sogno fingendo di non vedere.
Adesso che ho ormai 44 anni
E che le speranze sono sempre più impercettibili
Sono alla resa dei conti.

Mi sono massacrata, nel corpo e soprattutto nell’anima.
Pensavo che, tra tanti, almeno UNO ce l’avrebbe fatta.
Mi sono aggrappata al calcolo delle probabilità.. io, che non so fare 2 + 2 senza calcolatice.
Mi sono affidata ciecamente al luminare di turno ed alle sue prescrizioni
Ho seguito maniacalmente tutti i consigli, le indicazioni, le superstizioni.
Sono arrivata al punto che il mio cuore sta cedendo

A cosa è servito?
Un altro Natale sta arrivando

C’è un San Giuseppe musulmano
Una Madonna senza grazia
Un asinello che miagola
Un bue che abbaia
Un angelo lapino
E ovviamente nessun bambino nella culla.

Mi dispiace per voi
Ma spero con tutto il cuore che domani il mondo finisca davvero, almeno per me.
Ma con la sfortuna che mi ritrovo non mi succederà proprio niente.

martedì 18 dicembre 2012

Scusate il casino

qualcuno ha problemi ad entrare malgrado io l'abbia autorizzato.
scusate se vi sto incasinando la vita e se vi arrivano mail a sproposito :o)

lunedì 17 dicembre 2012

Mò basta!


Rivela il tuo segreto al vento, ma non lamentarti se lo dirà agli alberi. ( Khalil Gibran )

e, aggiungerei, prima o poi le cose fatte di nascosto si vengono a sapere


Da qualche giorno, lo confesso, sto meditando di rendere privato questo blog.
Sono stanca e annoiata.
C’è gente che entra ed esce per vedere se per caso ho scritto qualcosa di ...

Sono stanca dei sotterfugi
Del “detto solo a te” ripetuto a 50 persone diverse con l’aggiunta di particolari sempre nuovi
Dei pettegolezzi
Delle bugie
Dell’ansia di proselitismo
Della smania di protagonismo
Delle comari che sguazzano ed alimentano la diffamazione
Degli accordi sottobanco
Delle bambinette viziatelle e malcresciute
Incapaci di brillare di luce propria e che quindi si sentono autorizzate a sgomitare, ad inventarsi motivi per fare i capricci, ad inondare di merda gli altri.
Ho altro da fare
Altro da pensare
Problemi ben più grandi
Amicizie ben più vere.
Una vita, insomma.

Il mio augurio è che questo gruppetto
maturi e si affranchi dalla propria miseria morale.
E, soprattutto, che stia ben lontano da me.

Ma siccome è nella mia natura prendere queste cazzate per quello che sono, ovvero cazzate, una piccola dedica a tutte le comari dal profondo del cuore



domenica 16 dicembre 2012

venerdì 14 dicembre 2012

Intervista a Giulia, la mosca bianca.


Ciao
per approfondire un pò l'argomento, ho inviato un pò di domande alla nostra Giulia.
Pubblico integralmente le risposte.

Nella tua presentazione hai parlato di PCO. Puoi spiegare di cosa si tratta?

La PCO è la sindrome dell’ovaio policistico, ( l’acronimo PCOS, derivante dall'inglese PolyCystic Ovary Syndrome) è una affezione endocrina e metabolica che colpisce in tutto il mondo il 5-10 per cento della popolazione femminile ed è pertanto il disordine ginecologico più comune delle donne in età riproduttiva. È la causa più frequente di infertilità femminile. L'espressione sintomatologica di questa sindrome è molto variabile.

Che tipo di problematiche comporta?

Alcuni sintomi e segni comuni della sindrome sono:

  • ·   Alterazioni del ciclo mestruale, per esempio oligomenorrea (ciclo di durata superiore a 28 giorni) e l’amenorrea (assenza di mestruazioni);
  • ·         Infertilità femminile, che si verifica nella maggior parte dei casi a causa dell’anovulazione cronica;
  • ·         Alopecia androgenica, ossia perdita dei capelli tipica del sesso maschile;
  • ·         Acne, pelle unta e dermatite seborroica;
  • ·         Acanthosis nigricans, cioè la presenza di macchie scure sulla pelle;
  • ·         Molluschi penduli (fibromi molli);
  • ·         Prolungati periodi di sindrome premestruale, con sintomi come gonfiore addominale, sbalzi di umore, dolore alla zona pelvica, mal di schiena;
  • ·         Apnea nel sonno;
  • ·         Elevati livelli nel sangue di ormoni maschili (androgeni), nello specifico testosteroneandrostenedione e DHEAS, che causano irsutismo e talvolta mascolinizzazione;
  • ·         Obesità centrale, ossia obesità che si concentra nella metà inferiore del torace, dando al tronco la caratteristica forma a mela;
  • ·         Cisti multiple nella zona sottocorticale delle ovaie, che a un esame ecografico possono rassomigliare una collana di perle;
  • ·         Ingrossamento delle ovaie a causa delle cisti (le ovaie possono raggiungere dimensioni da 1.5 a 3 volte maggiori della norma);
  • ·         Superficie ovarica spessa, liscia, color perlaceo;
  • ·         Rapporto tra livelli di LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone stimolatore del follicolo) maggiore di 2.5, quando vengono misurati al terzo giorno del ciclo mestruale;
  • ·         Bassi livelli di SHBG (globulina che trasporta gli ormoni sessuali);
  • ·         Iperinsulinemia per aumentata resistenza all'insulina dei tessuti periferici e conseguente ridotta tolleranza glucidica.

 Qual è la diagnosi nel tuo caso specifico?


Io vagamente sapevo cos’era l’ovaio policistico e sapevo che questo dava delle manifestazioni evidenti e quindi non riconoscendomi in quelle caratteristiche, ero sicura che questo non fosse il mio problema, invece il mio nuovo ginecologo mi ha spiegato che non è così, molto raramente il soggetto che ne affetto non presenta i sintomi più evidenti come: acne, irsutismo, amenorrea. Io sono uno di quei soggetti. Ho la pelle liscia, non ho mai avuto acne o brufoli, non ho molti peli (solitamente chi ha l’ovaio policistico ha molti peli nel petto e nel viso e io quasi quasi non ne ho neanche sulle gambe) ma sapevo di avere le cisti, ho uno strano rapporto tra i livelli di LH e FSH al terzo giorno del ciclo, non ovulo e poi, cosa per me più inquietante stavo perdendo i capelli!!!

Che tipo di analisi ed esami hai fatto per arrivare a questa diagnosi e che tipo di cure stai affrontando?

Con questo insieme di cose e con numerose ecografie pelviche il mio ex-ginecologo mi ha diagnosticato l’ovaio policistico. Il mio nuovo ginecologo mi ha dato un integratore che si chiama kirogen e vuole monitorare il suo effetto sulle mie ovaie per vedere che cosa succede e per adesso prendo queste bustine. Sto facendo ancora molte indagini, lunedì farò un’isterosalpingografia per vedere le condizioni delle mie tube e poi si vedrà cosa fare.

La diagnosi ha avuto conseguenze nella tua relazione di coppia?

Questa diagnosi ha, da un lato, rafforzato la nostra coppia, mio marito è un uomo già adulto votato alla vita famigliare e ama i bambini, ne desiderava un Nostro, quando hanno iniziato a dirci che c’erano dei problemi lui non me ne ha fatto una colpa anzi, e mi è stato accanto ma da un lato l’inizio del Nostro percorso per me è stato BUIO. Mi ha reso difficile credere che lui mi amasse e non ero più tanto sicura che lui volesse stare con me, e questo equivoco si era rafforzato dal fatto che non voleva sottoporsi allo spermiogramma, pensavo che non gli interessasse farlo e mi dava sui nervi perché io mi sbatacchiavo da una parte all’altra, con tanti dottori che mi toccavano e con tante infermiere che prendevano il mio sangue. Poi la svolta, ho capito che la maggior parte degli uomini sono dei fifoni, guai ad andare dal dottore, guai ad andare in giro con lo sperma dentro una provetta, guai a parlarne con qualcuno che poi “la gente pensa che sei meno uomo e che manco tua moglie sai mettere incinta”, guai a chiedere l’impegnativa al medico di fiducia “che mi conosce da quando sono piccolo e chissà cosa pensa”. Quando l’ho capito ho affrontato la situazione di petto e sono riuscito a convincerlo, anche se a denti stretti mugugnava “ se mi dicono che ho una grave malattia, e se poi non riusciamo ad avere un bambino anche per colpa mia e tu non mi vuoi più e se e se” e se magari fai lo spermiogramma e vediamo che tutto va bene almeno ci togliamo un pensiero, e se anche va male vediamo cosa fare, mica tu mi hai lasciato sei rimasto con me malgrado tutto?!? Finalmente ce l’abbiamo fatta e andava tutto bene, ma questa storia mi ha aperto gli occhi ed ho imparato a vedere mio marito con occhi diversi, ho capito che era un uomo con mille paure e timori, proprio come me, ho imparato che lui soffriva e soffre tanto perché vorrebbe rendermi la vita felice e vorrebbe poter rimediare a tutto ma purtroppo lui è un uomo e non il mio Deus ex machina, quello lo dovrebbe essere il ginecologo  :) !!!


… e nelle tue relazioni sociali?

Ma nella mia vita sociale questa diagnosi ha pesato moltissimo, la vivo male, mi sento meno donna, meno capace, menomata, non esco quasi più perché la compagnia delle altre donne mi da fastidio perché sono gelosa del loro essere donne e mamme, mi danno fastidio i miei sentimenti, mi sento cattiva. Non sopporto poi la vista di alcune categorie di donne in gravidanza, ad esempio le mie coetanee o quelle poco più grandi che rimangono incinta “per caso” e se potessero si butterebbero giù da un ponte perché sono infelici, quest’anno mi è capitata una di queste in classe ed era così triste ed infelice ma si fumava un pacchetto di sigarette al giorno e mangiava pane e salame in barba ad ogni consiglio medico! Avevo un’avversione nei suoi confronti che mi faceva paura e quando si è ritirata ero così contenta che avrei saltato di gioia, poi mi sono sentita un verme, mi sono fatta schifo da sola e ho detto a tutte le compagne di convincerla a tornare a scuola, ho fatto l’ipocrita perché proprio non me la sentivo di averla vicino a me, di vedere tutti i giorni le modifiche del suo corpo e di sentire che tutti intorno a lei trillino perché è così bello avere un bimbo e lei con il muso lungo che annuisce e fa gli occhiacci. Mi sembra tutto un po’ difficile fare la spesa, incontrare delle persone, soprattutto perché tutti ci chiedono cosa stiamo aspettando ad avere un figlio, sembra quasi che uno appena si sposi debba avere un figlio in automatico. Cerco di sfogarmi il più possibile a casa con la mia famiglia ma mi sembra che non capiscano più di tanto. Quando ho iniziato questo percorso non volevo avere un figlio ma volevo sapere perché non arrivavano, adesso vorrei avere un bimbo, mi manca mi sento vuota ed incompleta, so che sembra immaturo ed egoistico ma è così è quello che sento ed è la prima volta che esprimo questo sentimento con altre persone che non siano mio marito.

Come vedi il tuo futuro?

Non so come mi vedo nel futuro, sono moltooo pessimistica ma sono sicura che avrò un figlio, dovessi rovesciare le montagne…

mercoledì 12 dicembre 2012

Giulia, la mosca bianca.


Ho conosciuto Giulia grazie alla gioiosa baraonda dello scambio di stoffine per la BJB.

“Chiacchierando” via email c’è venuta voglia di aprire questo "blog nel blog",  uno o spazio di confronto per le ragazze che si trovano a fare i conti con una realtà che nessuna di noi si sarebbe mai sognata di dover affrontare: la difficoltà -  se non l’impossibilità – di avere figli.

E l'ottusità di chi la considera troppo giovane per preoccuparsi ( mentre noi sappiamo che la tempestività della diagnosi può fare la differenza )

Pubblico la lettera di Giulia così come lei stessa l’ha scritta, lasciando a voi la libertà di commentare o di chiederle un contatto in privato.


La mosca bianca

Ciao a tutte mi chiamo Giulia, sono sposata da Marzo 2012 e convivo da quasi tre anni. Con il mio compagno, e ora marito, non abbiamo praticamente mai usato nessun tipo di anticoncezionale e io non sono mai rimasta incinta. 

Dopo una serie di analisi ho scoperto che non ovulo, non si capisce perché, e da quel momento vago alla ricerca della mia possibile Soluzione. 

Fino a qui non c’è niente di strano, niente che faccia pensare che questa sia una storia diversa da tutte le altre mille storie che purtroppo si sentono così spesso, e allora io perché mi definisco una mosca bianca? 

Il significato di questo proverbio è: la mosca bianca è qualcuno o qualcosa che nel suo genere è una rarità. Perché questa ragazza è così convinta di essere rara? 
Sono convinta di essere così rara perché ho diciannove anni e in qualsiasi blog dove io vada la più piccola a venticinque anni e tutti di fronte alla mia età pensano 

“Va bè tanto e giovane” 
“Va bè magari neanche lo vuole adesso un figlio” 
“Ma perché non pensa ad altro, a divertirsi invece di pensare di fare un bambino quando lei stessa è ancora una bambina?”. 

Pensano che solo perché sono giovane i miei problemi sono minori dei loro e quindi non sono da prendere in considerazione. 

Ma sono stanca di questi pensieri, che hanno anche i medici (poiché il mio ultimo Gine mi diceva ogni volta “Vedrà che la prossima volta torna incinta” quando sapeva benissimo anche lui che non era così e l’ultima volta che mi ricevuto mi ha scritto sul suo referto che avevo la PCO e che richiedeva una consulenza per fecondazione assistita) e quindi con l’aiuto della fantastica Adelia sono qui ad aprire un piccolo “blog” nel suo blog per tutte quelle ragazze giovanissime che scoprono che sono diversamente fertili ed hanno bisogno di qualcuno con cui confrontarsi e che le prenda davvero sul serio, sono qui come una valvola di sfogo per voi mie piccole Mosche Bianche. 

In questo mondo difficile in cui si deve lottare con le unghie e con i denti per farcela, per superare il dolore di sapersi diverse, per superare le paure, i dubbi morali, etici e religiosi, anche noi, le giovani, abbiamo diritto di emergere, perché il loro Dolore è il nostro Dolore, le loro Paure sono le nostre Paure, perché esiste anche per alcune di noi un orologio che fa tic-tac più in fretta di quanto dovrebbe, perché per una ragazza di 18 anni è allucinante scoprire che c’è qualcosa che non va in campo di riproduzione, a quell’età ti senti invincibile davanti al mondo, pensi che non ci sia niente che non vada bene in te, pensi che sei giovane ed hai tutta la vita davanti per risolvere qualsiasi problema che si presenta. 

Purtroppo, per alcune, non è così e ti ritrovi a fare i conti non persone che non ti prendono sul serio, non sai con chi parlare perché le tue amiche non hanno cognizione di questi argomenti e ti senti sola, perciò nasce questo spazio e spero che qualcun’abbia voglia di condividere con me e con le altre persone un pezzetto della sua vita. 

Un bacio grande a presto…
Giulia

martedì 11 dicembre 2012

HELP

scusate
ho un problemino che non riesco a risolvere

sul mio blog creativo non visualizzo più i commenti che mi fate
mi spiego
mi arriva la notifica di un nuovo commento via mail però non compare sul blog sotto al post, come se non ci fosse mai stato!

qualcuno sa cosa sta succedendo?

grazissime

aggiornamento
blogger sta classificando tutti i commenti come spam
indipendentemente da chi scrive!

che faccio?

lunedì 10 dicembre 2012

Aria nuova

Sono un essere inquieto
ho bisogno di cambiare

accumulo accumulo e poi esplodo
Spalanco finestre
lascio entrare aria nuova
ad ossigenare il cuore

così, oltre a un pò di cose della mia vita privata che pian piano forse racconterò,
così ho deciso di cambiare anche lo sfondo dei miei blog!

sto creando tanto in questi giorni
ma non perchè è quasi Natale

è perchè ne ho voglia
mi sto ritrovando
ho tagliato rami secchi
ho spazzato via la polvere
accompagnato gentilmente i miei ragni fuori dalla porta

sono di nuovo me stessa.

Ne avevo bisogno

ecco, se adesso mi riuscisse di lasciare anche questa brutta città, starei davvero bene!

venerdì 7 dicembre 2012

Fuori nevica

Sta nevicando.
Noi siamo al calduccio.
Pensiamo a chi, in questo momento, sente freddo
e non c'è coperta che tenga.

allora ci mettiamo tutti sul divano
vicini vicini
c'è chi fa uno spuntino
chi si controlla il girovita
chi russa
tutti insieme
per farci coraggio












mercoledì 5 dicembre 2012

La vita non è un blog. Fortunatamente.


Una delle ricerche più effettuate in rete è
“come aumentare le visite al mio blog”

Ekkepallee!

Fortunatamente.
Le persone hanno una vita anche al di fuori del web.
Fortunatamente.

A volte ho l’impressione che la regola sia
Se “posto” esisto!
Giocando con le parole: se l’ho scritto sono a posto.

Scene di disperazione per mancanza di followers...
Esaltazione parossistica per un nuovo commento postato...

Cos’è? Ansia da prestazione?

Ebbene...
Io esisto!

Esistono i telefoni, le email, e il caro vecchio faccia a faccia.

E se lo dico io, porcospino asociale,
o, come ha detto Raffaella
"medusa che è meglio guardarla da lontano perché se la tocchi dove non vuole essere toccata ti uccide con fili d’argento"
potete crederci.
 Io esisto!

Alla facciaccia dei mie due blog che aggiorno come e quando e se mi pare, scrivendo quello che mi pare e mettendo le foto che mi pare.
Con o senza pudori
Con o senza remore
Decido io.

Esistono poi faccende delicate e private e come tali vanno trattate, a mio parere.
Perché
Fortunatamente
Le persone hanno una vita anche al di fuori del web.
Fortunatamente

"Se parlate davvero per dire, imparerete a tacere un po' di tutto." 

Aldo Busi.

martedì 4 dicembre 2012

E' primavera!!!

.. non sono impazzita
ho trovato questa bellissima busta nella posta
inaspettata gioia tra una bolletta e una multa


Silvia, mamma da poco della piccola Cecilia
ha pure trovato il tempo di mandarmi dei semini vari da seminare in primavera!
e i papaveri.... io amo i papaveri!

Grazie Silvia, li curerò con amore perchè crescano sorridendo come la tua bellissima Cecilia :o)