lunedì 24 dicembre 2012

Do you know it's christmas? Non per me.


È lacerante non essere madre.
Una madre normale, intendo, una che partorisce e vede crescere i suoi figli.
Da qualche parte, in me, c’è ancora l’ovattata illusione che prima o poi… magari il mese prossimo..
Ma razionalmente lo so benissimo che ogni giorno che passa mi spinge un po’ di più la testa sotto il pelo dell’acqua, è un punto di non ritorno, una giornata persa. Un’ ovulazione sprecata
Sono stanca di sentire che ce la posso fare, che a 44 anni non sono poi così vecchia, che ho ancora due ovaie da ventenne. Io non sono una ventenne. Io non sono le altre. Io non sono l’amica che è rimasta incinta quando ormai non ci credeva più.
Against all odds vale per le altre, non per me.
Sono stanca di compassione, di mezze domande, di insinuazioni, di pacche sulla spalla.
È semplice.
Alcune si altre no.
Un caso, una sfortuna.
Come l’autobus che ti chiude le porte in faccia, l’ultima sigaretta che si bagna, il tacco che si rompe.
Con chi te la prendi?
Va bene, puoi imprecare quanto vuoi, certo, ma la situazione non cambia.
Allora te ne devi fare una ragione, devi sopravvivere.
E ci riesci bene finchè tieni in aria tutte le palline che hai lanciato come un bravo giocoliere.
Ma a volte l’imprevisto..
L’imprevisto ha il volto di uno sconosciuto che ti chiede
“Lei ha figli?” e tu rispondi di no, che non ne hai, perché non puoi mica metterti lì a raccontare che ne hai 11 ma non sono con te.
L’imprevisto è un bambino che si arrabbia e ti dice
“Tu non sei la mia mamma”
Ed ha ragione, tu non sei la sua mamma. Sei solo una che ne fa le veci all’occorrenza. Manco una baby sitter, perché quelle si fanno pagare, hanno un ruolo definito da tale ora a tale ora.
L’imprevisto è una donna che ti dice
“Tu non puoi capire.. non sei mamma”
Ed ha ragione, tu non sei mamma. Non come lei.
Tu non hai passato notti a vegliare su tuo figlio con la febbre, non l’hai accompagnato con la morte nel cuore ed il sorriso sulle labbra il primo giorno di scuola, non ti sei vergognata per le sue bravate, non ti sei inorgoglita per i suoi bei voti, non l’hai visto soffrire per amore. Non!
O magari l’hai fatto, ma non erano figli tuoi, non vale, non conta, non è abbastanza.
Non lo è geneticamente. Non lo è moralmente. Non lo è fisicamente.
Non l’hai concepito. Non l’hai aspettato. Non l’hai partorito.
È arrivato bell’ e fatto come un  buffet dal catering.
Sei in prestito, part time, one shot.
Questo, agli occhi della gente, fa di te una mamma di serie B.
E comunque sei una donna di serie B, anzi, non sei nemmeno una donna perché le donne hanno utero e ovaie che funzionano per 9 mesi.
In te c’è qualcosa di perverso, di sbagliato.
Tu i tuoi figli li hai persi, li hai sepolti, li hai covati male. Oppure non sei stata capace neppure di rimanerci, incinta.
Fai paura. Rischi di contagiare. Metti in imbarazzo.
Ci sono quelle che smettono di parlare dei loro figli proprio quando arrivi tu, così puoi partecipare al nuovo discorso.
Ci sono quelle che ne parlano come se fosse una grande disgrazia, così tu non ti mortifichi troppo e puoi pensare “che culo che ho.. non mi devo preoccupare di tante cose, sono più libera e posso andare e venire a mio piacimento!”
Ci sono quelle che addirittura dicono di invidiare TE  perché tu non ti sei rovinata la linea, non hai il prolasso, puoi disporre del tuo tempo come vuoi.
Una delle cose che mi dicono più spesso è che io posso assecondare tutte le mie passioni perché non ho figli da gestire, che ho tanti animali perché ho carenze affettive da colmare, che mi preoccupo degli altri perché spero che un domani qualcuno si prenda cura di me.
Si, perché io se resto qui invecchierò e sarò sola, non ci saranno figli e generi e nuore e nipotini al mio fianco.
Morirò sola e magari mi troveranno dopo un po’ di giorni, quando i vicini non ne potranno più del cattivo odore che si insinua sotto la porta.
Allora mi devo difendere, fare la faccia più da stronza che posso e dire
“Non ne ho voluti, detesto i bambini!”
Perché preferisco che mi credano una bastarda senza cuore piuttosto che mostrare loro quanto mi fa male il solo respirare.
Perché i miei figli non l’hanno mai potuto fare.
E questo mi uccide, giorno dopo giorno.

9 commenti:

  1. no, non è natale.
    lo so.
    ma non sei sbagliata Adelia.
    Tu esisti
    Io esisto
    e la nostra vita non può essere sbagliata, per l'amore che abbiamo provato, per i nostri figli che ora non sono
    per l'amore verso i ns uomini
    Non sei sbagliata Adelia
    ...è solo questo periodo intenso e amplificato di dolore che non ci fa sopportare più di quanto già facciamo gli altri giorni.
    Cmq, siamo madri Adelia,
    e lo sappiamo.

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  2. Se voi siete sbagliate, allora il freddo da calore, l'acqua è solida e il cielo ha limiti. Se tu fai paura osei scomoda, allora il mondo è sottosopra, sbagliato, capovolto. Se tu od Anna, non siete madri, allora, niente ha senso. In questo momento di luce e magia,sapere che c'è un rovescio della medaglia e che nessuno è esente da quel rovescio, mette in crisi e fa vacillare. Non sei tu, Adelia, è l'idea che la vita sa, se vuole, essere cattiva, a spaventare. Nel caso, tu sei l'esempio, più bello, insieme ad Anna e a tutte le altre che provano a rialzarsi. Hai detto nell'altro post che nel presepe c'è una madonna senza grazia. La tua grazia, nonostante sia celata sotto strati di tristezza è viva, immensa, lunga come un abbraccio.
    Da voi nasce vita ogni benedetto istante.
    Raffaella

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  3. Ti penso sai? E la paura di dire qualcosa che possa ferirti mi fa esitare prima di lasciarti un pensiero, poi respiro, prendo fiato e ti scrivo.
    Perché sei una persona importante. Perché secondo me non sei affatto una donna di serie B. Sei una gran donna, ma accolgo tutta la tua tristezza e ti abbraccio. Forte forte.

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  4. Cara Adelia, ti capisco!
    Anch'io in questo periodo ho provato una forte angoscia, per lo stesso motivo.
    E` difficile ma bisogna stare concentrati sul bello che c'e` intorno e dentro di noi altrimenti si soccombe.
    un abbraccio
    eva

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  5. Oddio tesoro, sei riuscita a farmi commuovere.... Sono davvero l'ultima persona che potrebbe commentare questo tuo post, perchè questo per me è un gran periodo di m**** e perchè non sono infertile, bensì STERILE senza rimedi. E FORSE potrei tentare di avere un figlio non biologicamente mio. Secondo me dovresti giocarti almeno questa chance, ti costerà un pò di soldi, ma almeno c'hai provato. La mia condizione di residente in luogo "ameno", tendenzialmente asociale e disoccupata, mi dà il privilegio di non imbattermi in simili individuE (soprattutto femmine), che fanno domande assurde o che, non sapendo che c**** dire, sparano a zero con parole che feriscono come sciabolate (e neanche se ne rendono conto!). Pensassero quel che vogliono! La mia sterilità mi ha insegnato a filtrare certe parole, a selezionare certe conoscenze e "amicizie", mi ha reso cinica, stronza, egoista. NO, non siamo donne di serie B, siamo MADRI, perchè madrri si nasce! E tu sei la migliore delle madri :***

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  6. Hai dato voce a ciò che penso e vivo e sento e provo... ogni minuto, ogni giorno pur non essendo mai stata madre nemmeno per un minuto.
    Come Pitipum pala sono cordialmente asociale nella piccola realtà in cui vivo, quindi nessuna domanda o quasi, ma certi sguardi dicono più di parole e pettegolezzi ferendo come stiletti. Imbarazzo, pietà o curiosità, occhi che minano la serenità che mi sono faticosamente costruita ma che resta fragile anche in una vita che reputo, comunque, piena e ricca anche se non di ciò che avrei voluto.
    Grazie!
    Roberta

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  7. Mi hai fatto venire i brividi con questo post.
    Ti volevo dire solo questo.

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    1. purtroppo, ci capiamo.
      credimi, non avrei voluto capitasse ad nessun altro.
      ti abbraccio
      Adelia

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grazie per avermi letto
mi spiace perchè, a causa della maleducazione di qualcuno, ho dovuto fare in modo che non si possa commentare in modo anonimo e che il tuo commento possa apparire solo dopo la moderazione.
perdonami e grazie ancora per la pazienza!
Adelia