mercoledì 16 gennaio 2013

La cura.

Esistono soluzioni lì, a portata di mano, che non riesco a vedere.

Questo perché, malgrado io sembri lucida, in realtà non  lo sono affatto.

È inutile che io ci giri intorno: ormai mi conoscete abbastanza per capire che, quando comincio a postare cazzate, sto covando qualcosa.

È che io non riesco a parlare di un dolore nel momento in cui lo provo (e, spesso, neppure dopo.. ).
Così mi esibisco in parossismi ed acrobazie mentali, comincio a ridere come una bambina in piena crisi adolescenziale, mi interesso dell’inutile. In una sola parola, scappo dal mondo per un po’, illudo, trastullo e, nel frattempo, cucio gli strappi, risuolo gli anfibi, saldo la corazza.

Le mie mostrille stanno andando via, verso una nuova vita. La madre ha ricevuto una proposta di matrimonio da un lontano parente di suo marito e sta seriamente considerando l’ipotesi di accettare.
Da un lato, le mostrille avrebbero una vita normale, nuovi fratelli, un papà – spero – amorevole. Basta nascondersi, basta timbri e carte e permessi negati. Una casa vera, una famiglia vera. 
Dall’altro lo sradicamento, l’incognita.

Non sappiamo nulla di quest’uomo, solo che è una brava persona e che è vedovo anche lui. Perché in certi posti si muore ancora di parto troppo facilmente. Nemmeno la mamma delle mostrille lo conosce. Ma è la sua opportunità per concedersi una vita normale, ed offrirla anche alle sue figlie.

Io non parlo, non esprimerò il mio parere. Non ne ho il diritto, è la loro vita.
Ma fa male. Al momento vivo sospesa.

Non ci saranno più pomeriggi al parco, non ci saranno più domeniche mattina col torcicollo perché abbiamo dormito tutte assieme nel lettone. Non dovrò più districare i miei riccioli dalla presa delle gemelline. Non ci saranno più compiti da fare e cose da insegnare. Né teglie di pizza da preparare per la “seratona cartoni animati” del sabato sera.

Certo, c’è il telefono. E avranno comunque bisogno del mio aiuto visto che la famiglia che si formerà sarà davvero numerosa. 10 bambini 10.

Ma non sentirò più l’odore di cucciolo.

Non sarò più la locomotiva del trenino che le convince a camminare quando sono stanche.

Ci sarà silenzio.

Samira non sa se essere contenta o no.
E non sa se la sua contentezza mi ferisce. Io cerco di comportarmi normalmente e di convincerla che qualunque cosa deciderà sua madre sarà la decisione giusta.
(Anche se a me non piacerà. Ma io non sono importante.)

Da qualche giorno Samira ha abbandonato un po’ Castleville dopo avermi letteralmente ossessionata per avere un altro giochino, The Sims3.
L’ho scaricato e installato, finalmente, era un continuo chiedere
“Ma ancora non ha finito????!”
Insospettita da tanta insistenza che non è da lei, bimba fin troppo assennata per la sua età, le ho chiesto una spiegazione.
Guardandosi la punta delle scarpe mi ha spiegato che in questo gioco puoi creati un personaggio e una famiglia e puoi studiare e andare a scuola e al parco, e non devi preoccuparti dei soldi perché c’è un trucco che ti consente di aggiungere simoleon al tuo conto in banca.

Lei ci ha ricreato tutti ( tranne i pelosi, non c’è l’opzione nel gioco ).
Ci siamo io e Abdelsalam, lei, la sua mamma e le sorelline. Una casa bellissima con 2 bagni e il giardino.
Adeliasim dipinge ed è sposata con Abdelsalamsim che va a pesca e coltiva l’orto.
È rimasta incinta. Ha avuto una bambina e (Samira) l’ha chiamata Jasmine.
(Perché lei sa.)
Mi ha detto che devo prendermene cura io quando lei non ci sarà, se no viene l’assistente sociale, ma sa che io sono una brava mamma perciò non si preoccupa.
Mi ha fatta più giovane e più bella di come sono.

Nel suo mondo di bimba, Samira ha scoperto la cura. 

20 commenti:

  1. Tesoro... :( Mi sa che mi sono persa qualche pezzo della tua storia [ARGH]Mi hai fatto venire in mente un vecchio film del grande De Sica: "I bambini ci guardano"

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    1. anzi, l'ho rivisto proprio l'altra sera ( ce l'ho sul pc )assieme a tutti i cartoni animati del mondo

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  2. Ti abbraccio fortissimo. Che è proprio così, lei sa. I bambini sanno. Prima di noi. Prima che noi ci decidiamo a parlar loro.
    Per anni mi sono specchiata in occhi di bambini diversi, ma tutti a loro modo parlanti. Solo che fa paura.
    Tu la paura la guardi in faccia. Tu la cura la abbracci.

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    1. Samira è una bimba particolarmente sensibile.
      guardarla negli occhi è perdersi definitivamente.

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  3. non so cosa è giusto.
    è vero, è la loro vita.
    so cosa è giusto per te.
    so che hai bisogno di amore.
    tanto.
    che ricercarlo in altrove per colmare quel vuoto può sembrare un rimedio, ma di fatto non loè. Può trasformarsi in altro da un momento all'altro ed è doloroso, poi...

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    1. La questione non è di cosa ho bisogno io, Annina. Non passo il mio tempo con le mostrille, e con tanti altri bimbi, per gratificarmi o sublimare il mio desiderio di maternità. So che, visto da fuori, potrebbe sembrare così e sarebbe anche umano, direi, farlo. Io sono cresciuta in un paesino dove tutti praticamente si comportavano da genitori con tutti. Se avevo fame o sonno non c’era bisogno che tornassi a casa, potevo entrare tranquillamente a casa di chiunque. Lo stesso, chiunque mi vedesse combinare qualche marachella era autorizzato a sgridarmi o a mollarmi un ceffone, poi quando tornavo a casa prendevo il resto. Io sono cresciuta così, in questa babele di “zie”. Difatti, non ho un gran senso della proprietà privata. Poi, di base, è carattere. Da piccola, ad esempio, mia nonna distribuiva pezzi di cioccolato perfettamente uguali a tutti i nipoti. I miei cugini e mia sorella si infilavano tutto in bocca, io davo un piccolo morso e poi lo conservavo. Dopo un po’ i miei cugini venivano da me piagnucolando perché desideravano ardentemente un pezzo di cioccolata. E io gliela davo. Sono così, non posso prescindere da ciò che sono.
      Ritengo sia un dovere morale, oltre che un piacere, prendersi cura di chi ha bisogno. E sono perfettamente cosciente del mio ruolo, e mi affeziono anche se so che poi soffrirò.
      Ogni volta che mi guardo il braccio vedo una cicatrice. Me l’ha fatta Luna, una bimba eritrea di cui non so più nulla da anni, è stata rimpatriata con la sua mamma. Non so nemmeno se vive. A quest’ora sarà una giovane, bellissima donna.
      Ma nessuno di loro potrà mai sostituire i miei figli, nemmeno un altro figlio.
      Se, come dici ed io credo fermamente, noi siamo mamme davvero, io ho 11 figli e ben venga il dodicesimo. Ma sarà il dodicesimo, non il primo. Non sostituirà nessuno. Non porterà il fardello del mio dolore ma sarà il dodicesimo, una persona a sé stante non la “summa” degli altri 11.
      Ognuno reagisce al dolore come può, Annina. Io non ho fatto altro che continuare a vivere come facevo anche prima di perdere il mio primo figlio.
      La sofferenza che provo ora non conta.
      Ti abbraccio forte.
      Adelia

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    2. adelia, non so.
      ieri sera ti avevo scritto un commento lunghissimo e stamattina vengo qui e non lo trovo...
      riassumo---
      non posso minimamente pensare al fatto che tu sostituisci le mostrille con i tuoi figli. non pensavo a questo.
      io mi sono sempre arrabbiata quando succedeva che rimanendo incinta di nuovo, mi si diceva che era tornato l'angioletto precedente. Niente di più sbagliato, ho sempre detto. Ogni figlio è un'entità indipendente, a sè stante, non ripetibile, e noi lo sappiamo. A meno che non si crede nella reincarnazione, ma non è che funziona proprio così la storia della reincarnazione. vabbè, mi sto incartando. Intendo dire che so perfettamente che nessuno può sostituire i tuoi figli e mai potrei giudicare i tuoi metodi per affrontare il dolore. Però, io sono io, e capisco il tuo senso di responsabilità e solidarietà, ma io mi preoccupo per te.
      Mi preoccupa il vuoto dopo.
      Mi preoccupa il tuo dolore adesso, perchè invece conta la tua sofferenza. Conta tanto.
      Il mio è istinto di protezione nei tuoi confronti.
      Poi le cose non possono cambiare per questo, ma la mia preoccupazione resta e questo, per te, non è giusto.

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    3. anche io scrivo e poi blogger non salva.. misteri della rete.
      Annina, lo so che mi vuoi bene e mi proteggi e che pensi al mio dolore
      ma come faccio a cambiare? io sono così, non mi proteggo, non penso al dopo.
      nel frattempo, sto bene.. dopo.. tutto si paga.
      non dovrei affezionarmi a nessuno
      vedi un pò la mia famiglia, manco di loro mi posso fidare, eppure non riesco. ci ricasco sempre.
      ma il frattempo, prima della batosta, è la mia droga.
      ti abbraccio forte forte
      Adelia

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  4. Che tenerezza..questi bimbi che tanto sanno. Posso dire che spero che rimangano qui?Perchè mi pare che qui (appunto) abbiano già una bellissima famiglia. E andare via significherebbe (forse) acquistare qualcosa ma soprattutto lasciarsi dietro moltissimo.

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    1. il progetto iniziale era, terminata la scuola, di farle andare a casa mia in Egitto, in mezzo alla mia famiglia. La mamma avrebbe potuto trovare un lavoro e, perchè no, rifarsi una vita con tutta la tranquillità che le sarebbe derivata dall'essere circondata da affetto. adesso andranno (?) in un villaggio sperduto del sud, in una famiglia altrettanto per bene. qualunque decisione, sarà quella giusta. e saranno felici. io ci credo. qui per loro la vita non è affatto facile, anche se sono circondate da tanto amore. egitto vuol dire casa, libertà, niente timbri permessi timori.
      e un papà ed altri fratelli.

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    2. Lo capisco, e il mio augurio è che siano davvero felici e libere..mi dispiace che si allontanino da voi che, comunque, siete un pezzo importante della loro famiglia e lo dimostri scrivendo ciò che hai scritto.Riuscirete a vedervi spesso? Spero tanto di si. La vita, comunque, è fatta di cambiamenti e fortunatamente gli affetti, quelli veri,prevalgono sulla lontananza. Per me è sempre stato così e lo sarà per voi se decideranno di andare.

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  5. Mi si è stretto il cuore. Piccola Samira...quanto vi ama.
    Qualunque cosa si deciderà, spero solo che per loro sia la cosa migliore.

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    1. lo spero anch'io. e spero di arrivare alla fine della scuola, qualunque cosa accada.
      nel frattempo cercherò di creare quante più cose possibile così da venderle e, quando sarà il momento, lasciarle partire con un bel gruzzoletto in tasca.

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  6. Ade ,,, aparte la commozione... ma mi chiedo... per certi versi non sarebbe meglio se finissero la scuola qui?
    scusa se mi permetto.. magari nn capisco un cavolo della situazione!!
    Cmq. Sami vede lontano!

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    1. Michela, non sta a me decidere. Io ho detto solo che è meglio che finiscano l'anno. e così sarà, se la loro mamma deciderà di risposarsi.
      è una madre, comunque, deciderà per il meglio.

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  7. Leggerti è sempre un'emozione forte, che ti scuote il cuore. Le mostrille, mi ero affezionata. Ma come dicono saggiamente qui, nulla resta, tutto è transitorio. Io ti abbraccio dalla mia latitanza, e ti penso, come sai. TVB

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    1. panta rei..
      ma tutto torna. ti aspetto con le braccia aperte ed il cuore in festa.
      ti voglio bene tanto
      Adelia

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    2. Grazie. Per come sei.

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  8. Non c'e fine al dolore di certe scelte subite.sono qui e ti abbraccio. Raffaella

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grazie per avermi letto
mi spiace perchè, a causa della maleducazione di qualcuno, ho dovuto fare in modo che non si possa commentare in modo anonimo e che il tuo commento possa apparire solo dopo la moderazione.
perdonami e grazie ancora per la pazienza!
Adelia