mercoledì 24 aprile 2013

Die young stay pretty? Parte seconda

Continuo il mio delirio sul tempo che passa

Affascinanti creature, sempre
perchè chi osa inceppare il meccanismo
chi pensa oltre
chi crea sogni
chi disubbidisce
chi ha il coraggio di essere se stessa
non può che risplendere



NINA HAGEN
classe 1955
LENE LOVICH
classe 1949

DEBBIE HARRY
classe 1945


10 commenti:

  1. Proprio ieri mattina mi osservavo allo specchio. All'improvviso rughe mai viste ,mi segnano e in quelle vedo la mia fatica, vedo il tempo che scorre, vedo i miei figli. Non ho paura del tempo che passa, io rivivo attraverso la gioventù del mio seguito, ho solo paura di non vivere abbastanza per seguire il mio piccolo amore speciale

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    1. Ciao cara
      posso solo immaginare cosa provi perchè per me, paradossalmente, ogni giorno che passa è un avvicinarsi alle mie bimbe.
      se avessi dei figli qui potrei provare la tua stessa paura.
      se ne avessi uno speciale impazzirei di dolore e paura. non per me, ma per lui.

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  2. C'è un modo dietro alla parole di Antonella e dietro alle tue. Come una volta ha detto Clara e cme io ho ripreso nel libro, il tempo a volte ha dimensioni verticali. Scorre in modo diverso per chi attende cose diverse. Io ho la tessa paura di Anonella, di non essere presente per mio figlio, che la distanza tra noi si trasformi in abiso, che possa invecchiare male ed essere un peso per lui, che non possa proteggerlo. Adelia, invece, accorcia le distanze. E la circolarità del tempo, ha senso.
    E comunque, per sdrammatizzare, che ve devo di? Io ero mejo a 20 che a 40...e tutte ste storie sulla bellezza delle rughe? Mah.
    Baci belle
    Raffaella

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    1. si
      il tempo ha tante dimensioni
      kettedevodì
      fisicamente pur'io ero mejo a 20 che a 45
      mentalmente
      uhm..
      mi preferisco ora.
      non so se l'ho già detto da qualche parte ma qualche anno fa ho incontrato una signora che m'ha visto crescere
      i suoi figli sono più o meno miei coetanei.
      lei è una donna molto sensibile e provata dalla vita - un marito paralizzato da giovanissimo, un figlio tossicodipendente - che ha fatto fronte a tutte le sferzate della vita, lottando come poteva, come sapeva.
      comunque, tempo fa ci siamo incrociate e lei mi ha detto
      "Ti trovo proprio bene"
      io ho risposto scherzando che forse aveva bisogno di un oculista.
      mi ha risposto che non era così
      "finalmente ti si può guardare negli occhi. prima avevi uno sguardo che faceva paura"
      mi ha colpito, lo ammetto. anche perchè non è la prima persona che mi ha detto che il mio sguardo era difficile da sostenere.
      riguardando le vecchie foto devo ammettere che è vero.
      era selvaggio, duro, triste, sferzante.
      non tornerei indietro.
      un abbraccio
      Adelia

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    2. .. che sei, mia cara
      che bella che sei

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  3. Quando ci incontreremo preparerò la mascherina che usano i fabbri allora :)

    Quando ero piccina picciò ascoltavo una cassetta con Heart of glass che mia madre aveva comprato nei gloriosi anni tedeschi (una versione un po' più rallentata data la vecchiaia di nastro e mangianastro, lo scoprii anni dopo quando sentii quella "vera") e posso dire che è il primissimo pezzo in inglese che ho "imparato".

    Sempre figa la Debbie.


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    1. sono come Medusa
      non guardarmi negli occhi :o)

      io la ballavo pure..
      e che strafiga si

      anche se, come bellezza, preferisco Lene Lovich
      (pure mò)
      è matta come un cavallo
      mi piace
      Debbie è più patinata
      ( e secondo me 'na tiratina se l'è data )

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  4. Che bellezza nascosta e autentica si respira qui...grazie di esserci!

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grazie per avermi letto
mi spiace perchè, a causa della maleducazione di qualcuno, ho dovuto fare in modo che non si possa commentare in modo anonimo e che il tuo commento possa apparire solo dopo la moderazione.
perdonami e grazie ancora per la pazienza!
Adelia