mercoledì 31 luglio 2013

La Costituzione

Condivido pienamente, quindi posto questo articolo di Paolo Flores d'Arcais

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/30/carta-stracciata-lultima-infamia/671788/

ed a firmare, se volete,  l'appello "Costituzione, non vogliamo la riforma della P2"
La carta stracciata, l’ultima infamia

L’Italia è ormai in macerie: economiche, culturali, morali. La povertà delle famiglie è diventata una piaga di massa, mentre i più ricchi diventano più straricchi e più evasori, e il bottino all’estero è ormai dismisura. I monumenti che tutto il mondo ci invidia vengono lasciati cadere a pezzi (con gli immaginabili vantaggi per il turismo), la scuola è trattata peggio di Cenerentola (con gli immaginabili vantaggi per l’innovazione e l’economia), ma boss e gregari della partitocrazia non mollano neppure un euro delle loro prebende di Casta.
Mafie e altre criminalità spadroneggiano ormai ovunque, dalla Valle d’Aosta alla Calabria, mentre il dittatore kazako colonizza il ministero degli Interni.
L’informazione conosce un tasso di servilismo (e relativa disinformacija) che renderebbe raggiante anche Putin. Si finisce in galera (fatiscente) per il furto di qualche mela, e in parlamento per il furto di qualche milione. 
Il paese va a rotoli, insomma. Perlomeno sappiamo di chi è la colpa: Piero Calamandrei e Duccio Galimberti. Gli uomini e le donne che hanno scritto la nostra Costituzione, gli uomini e le donne che qualche anno prima sono saliti in montagna, hanno preso le armi, hanno dato vita allaResistenza da cui la Costituzione è nata. Se l’Italia si sta decomponendo nella putrefazione dell’illegalità e dell’inefficienza, dell’ottundimento mediatico e della menzogna, la colpa è infatti della Carta repubblicana e la salvezza nel suo abbattimento, questo vanno predicando di sproloquio in borborigmo gli ominicchi e i quaquaraquà di un governo inetto e miserabile, di una maggioranza stomachevole e cialtrona (al netto dai crimini). E i loro manutengoli mediatici.
Rappresentano la quintessenza delle mediocrità, il rovescio esatto della meritocrazia. Anche i sassi sanno che i problemi dell’Italia nascono dalla mancata realizzazione della Costituzione, ma questi parvenu e macchiette della Repubblica hanno la temerarietà di impalcarsi a nuovi padri costituenti, benché di fronte agli uomini e le donne del ’46 non siano neppure nani di fronte ai giganti, ma una nuova e deplorevole specie zoologica.
Hanno una sola preoccupazione, che oggi venga salvato Berlusconi. E che comunque venga calpestata la Costituzione. Se si permettono ogni ignominia è perché l’indignazione, quando non si trasforma in lotta e poi in organizzazione e in voto, finisce per convertirsi in rassegnazione, foriera di esplosioni senza futuro.
Ribelliamoci: con centinaia di migliaia di firme, e una manifestazione nazionale di piazza a settembre.

mercoledì 24 luglio 2013

Io, Gioia, l'Esselunga e la basbousa

È dolce svegliarsi la mattina e aspettare sera solo per correre da lei, il mio tenero topolino con le mani farfalline.
Il Signor Bi si incammina docilmente verso il parchetto, in genere è lui a portare fuori me – c’è da dire che non conosce l’uso del guinzaglio – e giriamo tutti i posti che gli piacciono.
Ma la sera abbiamo appuntamento con Gioia per farci fare i grattini, ascoltare i suoi racconti di bambina, le esse a zeppola (leggi: sigmatismo), le parole inventate a metà strada tra l’arabo, l’italiano ed il bambinese :o)
Ad es. l’Esselunga.
Io, battuta fulminante a parte che se fossi l’Esselunga pagherei per tanto entusiasmo, non avevo ben chiaro se Gioia avesse frainteso il significato della parola “vacanza” o se magari avesse ripetuto qualche frase ascoltata dalla madre ( del tipo “ qui c’è l’aria condizionata, ci passiamo le vacanze” ).
Adesso ho capito tutto.
Esselunga sta per Alessandria (d’Egitto) che in arabo si dice Skanderìa e molti egiziani, quando chiedi da dove vengono, ti rispondono “da la Skanderìa”.
Chiaro no?
Skanderìa diventa Esselunga :o)
Questioni di bambinese!
Ad ogni modo, partiranno fra qualche giorno, mi sto sbrigando a preparare le ali nuove per la Winx ferita.
“Che mi porti dalla Skanderìa?”
“Una basbousa!”

p.s.
c’è anche da quel vandalo di suo fratello Gino ma, se lo sai prendere, diventa improvvisamente un angioletto.

Per chi non sapesse cos’è la basbousa, dirò che è un dolce tradizionale diffuso in tutto il mondo arabo, con qualche variante locale.

Per la gioia dei vostri palati e la disperazione dei vostri fianchi vi darò la ricetta:o)

Per l’impasto:
·         500 gr di yoghurt bianco – possibilmente fatto in casa – bello cremoso ( niente schifezzine light, insomma )
·         500 gr di zucchero
·         Semolino ( io vado ad occhio perché si gonfia molto, quindi ne aggiungo un po’ per volta fino ad ottenere un composto morbido)
·         ½ lt di latte intero
·         2 cucchiaini di lievito per dolci
·         Mandorle spellate
·         Acqua di rose qb

Per lo sciroppo:
·         2 bicchieri di zucchero
·         ½  bicchiere d’acqua
·         ½ bicchiere di acqua di rose
·         1 cucchiaio di burro

Mescolate zucchero e yoghurt e pian piano aggiungete semolino, latte, lievito e acqua di rose fino ad ottenere un composto né troppo molle né troppo duro.
Mettete in una teglia piuttosto larga ( la basbousa non deve essere troppo alta, diciamo che l’ideale è 2 cm ) e con un coltello incidetela per ottenere dei rombi (potete anche non farlo, ma è più carina da vedere) e al centro dei rombi mettete le mandorle. Infornate a 180° per circa 20 o 30 minuti, dipende dal vostro forno e da quanto l’avete fatta spessa.
Nel frattempo, in un pentolino mescolate tutti gli ingredienti e lasciate bollire per una decina di minuti.
Quando la torta si sarà un po’ raffreddata inzuppatela con lo sciroppo.

Varianti regionali_
·         farina di mais al posto del semolino
·         metà dose di semolino (o mais) e metà farina di cocco
·         arachidi al posto delle mandorle, e se ne trovano anche nell’impasto
·         acqua di fiori d’arancio invece di acqua di rose


…. chissà quale mi porterà Gioia?!… tanto a me piacciono tutte!

mercoledì 17 luglio 2013

E' successo di nuovo...

Ecco
È successo di nuovo.
Malgrado tutto.
Malgrado la tana, gli aculei e la sofferenza.
Malgrado il compleanno che si avvicina e la possibilità di essere madre che si allontana.
Malgrado il sangue ed il mal di pancia.


Sono innamorata.

Ieri sera ero in un parchetto a Baggio, uno di quei parchetti spelacchiati dove difficilmente trovi bambini perché non ci sono giostrine o fontanelle.

Io ed il Signor Bi ce ne stavamo tranquilli su una panchina a prendere il fresco, lui sdraiato addosso a me col capoccione sulle mie gambe e la coda a mulinello per via dei grattini che gli faccio continuamente.

Eravamo lì, cercavamo squali nel cielo e formiche in terra, quando mi si avvicina un topolino tutto denti da latte e treccine impertinenti.
Che io i bambini li attiro, saranno i capelli, e il Signor Bi aiuta..
Trotterella sicura verso di noi e si piazza sulla panchina ad impastare il Signor Bi ed a baciarlo sul naso. Nel frattempo mi ha raccontato vita morte e miracoli.
In 3 secondi ho saputo che si chiama Gioia, che ha 4 anni ed un fratellino di nome Gino che è più grande di lei ma ha 4 anni ed è suo gemello ( sic.. ma è più grande di lei, forse di stazza ), che ha un gatto che è un po’ giallo ( ma secondo il succitato fratello è un po’ nero ), che la sua mamma si chiama Jasmin e il suo papà Nadir, che il succitato gemello è cattivo e le fa male allora lei va dal papà e papà dice “Gino fai il bravo, rispetta tua sorella” ma Gino sta buono 5 minuti e poi le fa male di nuovo. Che sempre il suddetto fratello ( che nel frattempo vandalizzava il suo triciclo malgrado i rimproveri della mamma che, intanto, si era seduta pure lei ) le ha strappato le ali della Winx e la maglietta di Topolino.
Un fiume di parole e le guanciotte con i buchi, le treccine ballerine e le manine a farfallina che impastavano il Signor Bi.
Poi mi ha chiesto se andavo a scuola ( lo prenderò come un complimento ) che lei si va all’asilo ma adesso è chiuso e la sua maestra si chiama Anna e le sta simpatica mentre l’altra maestra che si chiama Rosa no perché strilla. E blablabla di tutto e di più.
Io non riuscivo a smettere di ascoltarla, affascinata dagli occhioni neri neri come le olive.
Poi mi ha chiesto
“Dove vai in vacanza?”
Le ho risposto che non ci vado, resto qui.
“E tu dove vai in vacanza, vai in Egitto?”
“No.. io vado all’Esselunga!”

Ed ecco.. io.. sono innamorata.
Abbiamo appuntamento stasera, alle 20,30.
“E vieni, eh!” ( sventolando l’indice )

Ci sarò.

lunedì 8 luglio 2013

Ho lasciato questo spazio bianco perché non sapevo cosa scrivere.

“Ho lasciato questo spazio bianco perché non sapevo cosa scrivere.”
Alā al-Aswānī – Palazzo Yacoubian






Sono settimane che non scrivo.
Sono sopraffatta dagli eventi, impotente in balia della corrente.
Non so dove vado.
Non so cosa faccio.

Ho detto spesso che sono incapace di parlare del mio dolore mentre lo sto vivendo.
Il mio istinto animale mi spinge a trovare un nascondiglio sicuro per guarire.

Comincio col ringraziare tutti quelli che hanno provato ad accarezzarmi la testa.


Le mostrille sono partite da più di un mese, ormai. Ho ricevuto uno squillo sul cellulare quando sono atterrate a Il Cairo – erano questi gli accordi, un segnale convenzionale per dire che è tutto a posto. Poi più nulla. Il cellulare che avevo dato alla mamma è spento. Ho pensato che forse si trovavano in una zona dove non c’è segnale, così ho chiesto a mio figlio Fathi di farsi un viaggetto. È una distanza notevole, da Il Cairo all’estremo sud, praticamente in Nubia.
Quando lui ed i suoi amici sono arrivati lì non hanno avuto il coraggio di chiedere informazioni – figuriamoci.. zona tribale, dei ventenni maschi che chiedono di una donna e di 4 bambine… - così sono tornati indietro. Ma almeno so che il cellulare prende, quindi o glielo hanno sequestrato o ha cambiato numero.
Sono in un villaggio sperduto nel nulla. Non c’è scuola. Samira morirà per questo. Ed io con lei.

Dal 4 giugno perdo sangue.
A volte poco, a volte una vera e propria emorragia.

Pensavo fosse il caldo, lo stress, il dolore per la partenza delle mostrille.
A volte ho dei crampi, ma nemmeno così insopportabili.
E la sensazione – delirante – di un “peso” nella parte destra. Come una gravidanza, ma più su.

Mi dico: non è così. Non ho praticamente fatto sesso negli ultimi tempi. È la mia testa che non va. La mia anima sanguina.

Dopo un mese di sangue mi decido a fissare un’ecografia.
Non la farò lunga, questo è quanto:

una gravidanza extrauterina che invece di impiantarsi nelle tube, come di solito accade, s'è impiantata direttamente sull'ovaio dx.
“Fortunatamente” la gravidanza si è interrotta, è rimasta una cisti di 8.5 cm di diametro - il bambino? - più una cisti di 6.5 cm di diametro - sangue e corpo luteo di altra ovulazione.
l'ovaio dx appare più o meno integro e ci sono follicoli (…)
Versamento di sangue nel Douglas.
L’utero sta bene, è nella norma, non ci sono fibromi o polipi.
L’endometrio è 7 mm.

L'ovaio sx ha ben 5 follicoli pronti a scoppiare.. perchè sto ovulando lo stesso.

Mi rivedranno tra qualche giorno e decideranno il da farsi.
Nel frattempo aspetto la biopsia e continuo a sanguinare.
Secondo il doc è bene perchè più sangue esce più si evitano setticemie e devastazioni.


In tutto questo si innesta anche la follia di mia madre, ma non è tempo di parlarne.

Dovrei fare delle cose per una collega che ha donato soldini a Nina.
Mi tremano le mani. Non riesco a pensare, ora.