La mia conchiglia sulla spiaggia di Nina


La mia conchiglia sulla spiaggia di Nina

Se avete letto il mio post http://dissonanzeassonnate.blogspot.com/2012/01/la-spiaggia-di-nina.html saprete quanto bene mi ha fatto conoscere questa donna!
Oggi mi ha fatto l'onore di pubblicare la mia conchiglia sgangherata e, con la sua cartonina e la sua presentazione, l'ha resa migliore di quella che è in realtà.
potete leggerla cliccando qui http://ninacerca.blogspot.com/2012/01/la-conchiglia-di-adelia.html#more
oppure qui di seguito, ma vi perdete i commenti delle altre amiche.
A voi la scelta.

LA CONCHIGLIA DI ADELIA (commento di Nina)
Non ho molto da aggiungere alla conchiglia di oggi, alla sua intensità, se non che l'ho sentita fin nelle viscere, me ne sono innamorata subito e leggendola capirete il perché.
E' una conchiglia nuda, spogliata di ogni ornamento, diretta e spietata come un pugno nello stomaco, lucida e cruda come solo la verità sa e può essere. Non ha mezze misure: arriva dritta al cuore.
Troppo spesso ci viene chiesto o ci imponiamo di misurare, contenere, rendere accettabile e gestibile il nostro dolore, per gli altri, ma uno sfogo è tale quando ci concediamo la totale libertà di far uscire, buttar fuori, tutto quello che ci appesantisce e ci impedisce di vivere.
Dire le cose come stanno, esattamente come le abbiamo sentite, ci consente poi di liberarcene, di andare avanti con una consapevolezza in più.
Per questo amo questa conchiglia, perché si prende la libertà di chiamare le cose col loro nome, senza giri inutili di parole. Perché si concede il diritto che le spetta: quello di legittimare la propria sofferenza. E in questo ci insegna una grande verità: l'entità di un problema non è universale, il suo peso dipenderà da chi lo vive e lo sperimenta.
Il dolore è un'esperienza soggettiva e in quanto tale va rispettato.
Come spesso accade quando provo cose forti, la conchiglia di Adelia mi ha riportato a galla una canzone di un cantautore che amo particolarmente per la sua capacità di essere sincero e trasparente fino all'indecenza, di trasferire le emozioni in parole. Vi lascio di seguito il testo come introduzione e il video, se avrete voglia di ascoltarla.

SUGGESTIONABILI

Io so la mia verità e voglio usare il cranio come un archibugio per sparare la mia verità,
che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia.
La mia verità è come una finestra nel vuoto inchiodata ai suoi cardini.
La mia verità - linea di protezione e coerenza ai deserti che cambiano.
Ma sono suggestionabile sono troppo suggestionabile.
Siamo troppo suggestionabili, infantili ed interpretabili, siamo troppo suggestionabili.
Ci muoviamo ma siamo immobili, siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità, sono passato in mezzo agli inferni alle mie pazzie, ma è la mia verità
e spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa.
La mia verità è nell’ostinazione a cercarmi, a ferirmi, a capirmi.
La mia verità è rinnegare i padri e le madri e le bocche e gli stomaci.
Io so la mia verità e voglio andare in fondo a tutto quello che so,
Io voglio assaporare ogni secondo che avrò.
Io sono un uomo.
Io sono insicuro.
Io sono il padre, la madre e il figlio.
Io sono il vertice.
Io sono l’assoluto.
Io sono il genio.
Io sono il mio assassino.
Io sono l’ultima cosa che mi rimane.
Sono l’ultima cosa che ho.
Sarò la prima cosa che avrò
Se sono l’ultima cosa che mi rimane.
Sarò la prima cosa che mi rimane.
 Illustrazione di Francesca Ballarini


LA CONCHIGLIA DI ADELIA
Riflessioni di una donna imperfetta

Ancora adesso, mentre scrivo, sono indecisa se farlo. Ci sono emozioni così forti da dover essere protette, ed il pudore è un ottimo alleato per chi teme sempre di andare oltre la soglia della sopportazione altrui.
A volte, però, la necessità di raccontarsi e di condividere supera qualsiasi remora , esplode dentro e devasta se non si apre la bocca, se non si concede ai pensieri di trasformarsi in parole.
Ci si deve lasciar morire per rinascere, come fa il bruco per diventare farfalla.
Sarebbe giusto ( ed è per quello che non va così ) nascere con un “bollino”, un segno particolare che ci avvisi che siamo diversi dagli altri, siamo quelli “che noi no”, che abbiamo qualche diritto in meno, che a noi non è concesso. E sarebbe anche opportuno avere un qualche documento che ci consenta di cambiare, di andare a revisione, un po’ come quando si acquista qualcosa ed è coperto da una garanzia, se il pezzo è difettoso viene sostituito con tanto di scuse. Ecco: dovremmo nascere anche noi con una garanzia “soddisfatti o rimborsati”!
E invece no, sarebbe troppo facile, troppo comodo, troppo giusto. Non voglio entrare in polemica né offendere il sentimento religioso di nessuno però.. insomma.. posso essere un tantino indispettita? Mi posso concedere un momento di sano vittimismo senza pensare che nel mondo c’è chi sta peggio di me, che ci sono cose più serie nella vita, tragedie più grandi, dolori più forti? Posso essere autorizzata, di tanto in tanto, a pensare che, per contro, c’è tanta gente che sta meglio di me, che ha una vita facile, che ottiene tutto quello che desidera e che il massimo del dolore che ha provato è quello di essersi spezzata un’unghia durante una seduta di pilates o che la delusione più forte sia stata quella di aver sbagliato la tinta dei capelli?

Dimenticavo….mi chiamo Adelia. Avevo scritto un’altra conchiglia prima di questa: raccontavo un po’ della mia vita ed avevo scritto anche un bestiario delle frasi che, nel corso del tempo, quelle come me si sentono dire da tutti quelli che, per motivi medici o sociali, sono messi di fronte al fatto che non riesco a diventare madre.
Avevo raccontato della mia gioventù, dell’impegno politico, delle mie profonde convinzioni sul come sarebbe giusto vivere in questo mondo e delle piccole lotte che ho combattuto per difendere le mie idee.
Avevo raccontato del mio amore travolgente per l’uomo che ho sposato, della fortuna che ho avuto nel trovare la mia mezza mela dall’altra parte del Mediterraneo, in Egitto. Avevo raccontato dei miei attuali 43 anni e del mio senso di inutilità perché ogni volta che sono rimasta incinta purtroppo ho perso il bambino.
Avevo raccontato del grandissimo coraggio che ogni volta mio marito è stato capace di infondermi e della caparbietà che ci mettiamo nel non arrenderci. Nina, se vorrà, potrà comunque pubblicare anche la mia “vecchia” conchiglia, magari in coda a questa. Sta di fatto che, ostinata come sono nella ricerca di un figlio, un giorno le ho scritto una email che più o meno diceva così: “ciao Nina non vorrei sembrarti inopportuna ma vorrei cambiare la mia conchiglia perché ho una novità.. sono di nuovo incinta! So che questo potrebbe ferire i sentimenti delle amiche che ci leggono ma tu che conosci la mia storia, se puoi, sii felice per me”. Nina mi rispose immediatamente e, accogliente come solo lei sa essere, mi scrisse: “Ma certo! Sarei stata felice comunque!”
Stavolta c’avevo creduto davvero, mi ero veramente illusa che non sarebbe andata come le altre volte. Perché poi sarebbe dovuta andare diversamente non saprei spiegare.
Sono talmente testarda che spesso mi convinco dell’impossibile. Per otto settimane mi sono cullata nel mio nuovo sogno, per otto settimane ho fatto la brava, ho smesso di fumare, ho preso le vitamine, ho pure sopportato stoicamente il mal di denti ( che non manca mai quando resto incinta.. pare fatto apposta!), ho dormito pancia sopra, ho smesso di scalmanarmi assieme al mio cagnone. Poi le beta, le visite mediche prenotate, il mio segreto da custodire agli occhi delle colleghe per evitare – nella quasi impossibile e remotissima possibilità che qualcosa andasse storto – scene di cordoglio e compassione. Poi una strana inquietudine, non volevo aspettare l’eco fissata alla 12esima settimana, sentivo il mio bambino, sapevo esattamente dov’era: sempre a dx, chissà perché.
Non stavo male, non avevo perdite, ero solo agitata.
Sono andata al pronto soccorso, l’unico privilegio che mi viene dall’essere una poliabortiva è quello di ottenere ecografie come e quando voglio non appena ho le beta positive. Il mio piccolo era lì, sul lato dx proprio come lo sentivo. Ben sviluppato fino all’ottava settimana. Senza battito da 5 giorni.

È difficile spiegare come ci si sente nel sapere che da cinque giorni sei una bara che cammina, una bara che per giunta ha le nausee ed i tubercoli di Montgomery sui capezzoli.
A malapena si sentono le voci attorno, la bara piange, il marito della bara la abbraccia e piange con lei, la dottoressa fa una faccia contrita e le chiede se vuole un bicchiere d’acqua. Ma le bare bevono?
Non lo so, so che le bare hanno un utero che deve essere sottoposto a “revisione”.
Mercoledì va bene signora? … domani viene qui al settimo piano settore C a digiuno dalla mezzanotte e fa tutte le analisi, poi mercoledì si presenta verso le nove direttamente al primo piano settore A e la ricoverano.. digiuna anche mercoledì dalla mezzanotte… ha capito signora?”
La bara ha capito, conosce la procedura, fare la bara è il suo lavoro.
Sul foglio del Pronto Soccorso c’è scritto “La paziente è arrivata con mezzi propri… è lucida e affidabile nel riferire la sintomatologia”. Sul foglio della Ginecologa c’è scritto, sotto al referto, che si raccomanda colloquio con lo Psicologo. Lo Psicologo, però, mercoledì non s’è visto. La bara è lucida lo stesso.
È talmente lucida che comincia a ridere ed a scherzare con la ragazza che divide la stanza con lei perché la vede terrorizzata e sa che per lei è la prima volta, glielo legge negli occhi e spera con tutte le sue forze che sia l’ultima.
La rassicura, la fa persino ridere, parla parla parla e parla come mai ha fatto in vita sua ( si sa che le bare sono di poche parole ), le parla dell’Africa e delle sue avventure da antropologa. Le parla di un mondo diverso da nostro e così il dolore per un po’ passa in secondo piano. Le dice che ha una squadra di calcio in paradiso, i suoi 11 bambini. E pensare che alla bara il calcio proprio non piace..
Poi torna a casa, deve ricominciare a vivere, il lunedì successivo torna al lavoro con una maschera di circostanza ed un “Si, ho avuto l’influenza”, non ci crede nessuno perché è una che in ufficio c’è andata anche con la febbre alta. Però tutti fanno finta, è troppo doloroso anche solo partecipare ad un dolore altrui. La bara è grata a tutti per non aver fatto troppe domande, sarebbe scoppiata a piangere.

Adesso è qui, “quasiAdelia”. Aspetta che torni il ciclo e poi ci riproverà.
Perché il sogno più grande di una bara è quello di trasformarsi in culla.

ESTRATTO DALLA "VECCHIA" CONCHIGLIA

E, per dimostrarvi che sono anche capace di riderci su, ho scritto man mano il “Bestiario della Poliabortiva”, ovvero tutte le frasi più allucinanti che mi son sentita dire in questi anni.
Premetto che questo nulla toglie alla bravura ed alla professionalità dei medici e delle infermiere, né alla buona fede delle persone che cercano di consolarti: è solo che l’essere umano, per quanto sensibile ed istruito, proprio non ce la fa a tacere un pensiero, nemmeno se egli stesso lo riconosce come inconsulto.

IL BESTIARIO DELLA POLIABORTIVA

Lo Statistico: “Beh, considerata la sua età e quella di suo marito, lei ha circa il 5% delle possibilità al mese di rimanere incinta. Considerato che 1 gravidanza su quattro finisce in un aborto, lei la prossima volta porterà a termine la gravidanza senza problemi”… Diviso per le fasi lunari e moltiplicato per il numero dei globuli bianchi di una scimmia nasica .. sto in una botte di ferro!
L’Ottimista: ma si, son cose che capitano alle donne ( e a chi se no? ) sono sicuro che tra poco mi chiamerà per fare una nuova ecografia! Si.. come no!?
La Nobildonna: “Vabbè Signò, chettepiagni? Basta che apri le cosce e ne fai un altro!”Peccato che la sua mamma non abbia saputo tenersele strette…
La Venditrice Porta a Porta: “Guarda, potrei raccontarti centinaia di esperienze di amiche mie e di amiche delle mie amiche che hanno avuto la tua stessa disgrazia ma adesso c’hanno 10 figli!” Donne o coniglie?
Lo Sportivo Sessista: “Signora, vedrà che farà tanti figli maschi che dovrà mettere su una squadra di calcio!” Esiste anche il calcio femminile no?
Il Razzista: “Signora, c’è una incompatibilità genetica!” “Ma i test genetici non rilevano nulla di anomalo..!” Poi ho capito che si riferiva al fatto che mio marito è egiziano..
La Veggente: stanotte ti ho sognato con un bel bambino in braccio, stavi così bene, avevi un vestito azzurro (io.. che vesto sempre di scuro… ) e il bambino si chiamava Michele ( e chi sarebbe mò 'sto Michele???)
Lo Str…uzzo: “Signora, lei è una gallina maldestra.. fa tante uova ma le rompe tutte!”(Io ho risposto che, invece, lui era uno str..uzzo provetto!)
La Dolente venuta a consolarti: “Poverina.. mi dispiace tanto.. mah! Beata te che non hai figli… sapessi quante disgrazie portano e quante preoccupazioni!” Io, invece, tutta vita! Appena mi dimettono parto per un pellegrinaggio di ringraziamento!
La Dolente 2: “Poverina, chissà come stai male. Però nella disgrazia ti è andata bene: pensa che la figlia di un vicino di casa della suocera del cognato dello zio del mio parrucchiere è morta dissanguata dopo un raschiamento!” Tocco ferro e anche altro…!
Il Devoto: “Signora, se Dio vuole lei avrà un bambino!” Perché mai Dio non dovrebbe volere? Che ho fatto di tanto male?
Il Devoto 2: “Signora! Preghi, preghi tanto!”  Male non può fare… però non funziona!!
La Devota: “Mi hanno detto che se vai al santuario della Madonna del Divin Pianto e chiedi la grazia resterai incinta entro 3 mesi!” Come sopra..
Il Precisino: “Beh, signora.. alla sua età un aborto è normale. Lei fra poco compirà 40 anni! Alla sua età…. Lei ha quasi 40 anni!” A parte che non ho avuto sempre 40 anni.. vuole mica farmi il regalo di compleanno???
Lo Psi.. : “Secondo me, signora, lei un figlio non lo desidera davvero col cuore, per questo il suo corpo si ribella si interrompe la gravidanza!” Già sono depressa..Mi stai dando dell’assassina così mi suicido e non ne parliamo più?
L’Enigmatico: “Signora.. potrei dirle tutto e niente!” Meglio niente, ok?
La Supermamma: “Io non capisco come mai non ci riesci.. io ho fatto 3 figli senza problemi!” Beata te…
La Delicata: “Sai.. non dovrei dirlo proprio a te.. sono incinta di nuovo e nemmeno lo stavo cercando.. ma non credo di tenerlo.. non voglio ricominciare con pappe e pannolini!” Se sai che non me lo devi dire.. perché me lo dici????
La Spensierata: “Guarda.. a te mamma proprio non ti ci vedrei! Sei così.. strana che non so un bambino con te come verrebbe su!” Strana??
La Disperata: “Nooooooooo.. non dirmelo!!!!!!!!! Se c’è una persona che è nata per fare la mamma quella sei tu!!!!!!!!!!!!!!!!! Ma perchèèèèèèèèèèèèèè????????!!!!”Grazie, cara. Mi dispero benissimo da sola!
Il Politico: "Signora: la maternità non è un diritto!" Nemmeno il cervello, a quanto pare...
Il Politico 2: "Signora, la maternità è un diritto. E lei sarà madre!!" Le ultime parole famose..